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Stile

DRESS CODE DELLE DONNE DI POTERE: Angela Merkel

La chiamano la “Cancelliera di Ferro” e, che piaccia o meno, è la donna che ha dimostrato al mondo che la leadership non è una questione di genere.

Soprattutto in politica le donne hanno una collocazione quasi fissa di ruoli che, a parer di non so chi,

“ …rispecchiano meglio le caratteristiche femminili come l’istruzione, la sanità, i problemi di carattere sociale” (cit. L’immagine della donna leader a cura di Donatella Campus). Ruoli sicuramente autorevoli ma sempre di importanza secondaria. La Merkel, invece, in un mondo in cui la donna è sottorappresentata come quello della politica, rimane ad oggi un personaggio femminile fuori dal coro. A nessuno verrebbe in mente di porre davanti al nome della Merkel l’appellativo Signora, una consuetudine in Italia.

La Merkel è riuscita ad affrancarsi dagli stereotipi di genere che condannano molte donne ad essere giudicate  per la propria immagine e vita privata rispetto alle competenze professionali, al proprio CV e qualità personali.

Come consulente d’immagine non mi interessa qui l’aspetto politico o sociologico, ma  voglio soffermarmi sul suo abbigliamento e su quanto sia stata abile a scegliere uno stile  eterno e costante che evochi perfettamente il suo spessore e la sua personalità tanto da diventare la sua “divisa”. Una divisa composta da tailleur minimal che cadono dritti, giacca con tasche diagonali, 4 bottoni sempre ben chiusi dalla linea dritta come il pantalone.

E perché questa scelta?

Prima di esprimere la mia opinione, ti faccio una domanda: se dovessi descrivere la Merkel quali aggettivi utilizzeresti?

Sicuramente: sobria, austera, risoluta, rigorosa (spesso impenetrabile), rigida, affidabile e coerente.

Lo storytelling della Merkel passa prima di tutto dal suo abbigliamento (fondamentale elemento della comunicazione non verbale) che ricalca tutti questi aggettivi senza la pretesa di valorizzare la propria morfologia corporea (come fa ben notare Karl Lagerfel, noto stilista che vanta collaborazioni con i brand prestigiosi. Infatti si  era candidato per darle una mano in questo senso)

Analizziamolo nel dettaglio:

  • Giacca: linea dritta e squadrata, tasche diagonali e 4 bottoni sempre chiusi, un vera e propria corazza che veicola sia la sua rigidità, spesso criticata, con la quale detta in politica il suo modus operandi agli altri paesi, ferma e decisa nei no, sia la sua austerità scegliendo sempre modelli semplici ed eleganti.
  • Pantalone: in un mondo di uomini come quello politico e in virtù di quanto detto prima sugli stereotipi, predilige il pantalone alla gonna per rimarcare le sue competenze. Un modello lineare e dritto, sobrio e senza fronzoli che dà solidità.

Predilige un modello dritto e non aderente che le permette di marciare dritta verso i suoi obiettivi concreti con rapidità.

 

  • Accessori: non ha bisogno di comunicare la sua identità con gli accessori. Si concede una collana di pietre dure ( parte integrante della divisa),  abbinata rigorosamente ai bottoni della giacca. Ma non è un vezzo bensì un ulteriore mezzo per veicolare i valori nazionali. Durante il giuramento per il  suo ultimo mandato la Merkel sfoggia una collana dei colori della bandiera tedesca su una giacca bianca (colore della purezza e della trasparenza che prende il posto del solito nero utilizzato durante i 3 giuramenti precedenti…quasi a voler sottolineare una rinascita, considerando il periodo di crisi che ha pervaso l’Europa in questi anni)
  • La scelta di indossare sempre questo completo rimanda ad un’idea di donna coerente, sempre uguale a se stessa e quindi affidabile e controllata, qualità riconosciute fondamentali per il ruolo che ricopre.

Non è la prima che sceglie di optare per una “divisa” per sopperire alla mancanza di tempo…è una costante in alcune  persone di successo. A differenza di Zuckerberg e Jobs, lei è ai vertici del mondo politico e non può permettersi maglioncini monocolore e jeans, deve comunque essere costantemente impeccabile, elegante e rigorosa come il ruolo che le compete.

  • L’acconciatura è l’unico elemento che ha avuto delle piccole modifiche nel corso degli anni: da un taglio  corto quasi maschile, ad un caschetto con frangia più femminile e romantico fino all’attuale taglio che definirei unisex. “Da quando ho tagliato i capelli, non se ne parla più” afferma la Merkel in un’intervista. Ed è proprio questo il suo obiettivo: non legarsi ad una identità di genere e quindi non si parli di lei come donna ma solo ed esclusivamente come politica.

    Acconciatura Angela Merkel

Dunque un abbigliamento dalle linee dure ma sempre ingentilito dai più disparati colori femminili. La scelta non è mai casuale ma ben ponderata rispetto le occasioni e il messaggio da veicolare. Sa perfettamente che il colore è la prima cosa che le persone vedono e arriva prima della nostra comunicazione verbale e, in base al messaggio che vuole dare, predilige un colore forte e deciso (enfatizzando i messaggi più “duri”) e più soft come i pastello (per smorzare i toni).

Per parlare in parlamento opta spesso per il nero, colore dell’eleganza ma anche del potere.

Preferisce un nobile azzurro polveroso per il G7 per comunicare equilibrio e pacatezza.

Per l’incontro con la Regina Elisabetta la vediamo indossare un luminoso pervinca, non a caso il colore della devozione e del lusso, che utilizza spesso per incontrare anche i capi di stato.

Sottolinea la sua stabilità di donna concreta con i piedi per terra con il rassicurante outfit sui toni del beige utilizzato qualche anno fa nell’incontro con Mario Monti.

La Merkel ha scelto a monte il suo stile e lo ha fatto per ricordare costantemente al mondo il suo ruolo da leader e i suoi valori e  direi che ci è proprio riuscita.

Uno stile unico e inconfondibile tanto da aver suscitato la creatività del graphic designer olandese Noortje van Eekelen che ha raccolto 90 immagini della Cancelliera con 90 giacche praticamente identiche ma con colorazioni diverse. Nasce così il “ Pantone Merkel”.

Ha fatto tutto da sola? Ma assolutamente no. Dietro all’immagine della Cancelliera c’è una un’altra donna che la segue dal suo primo mandato nel lontano 2005: Bettina Schoenbach.


La Merkel ci insegna che avere uno stile unico, riconoscibile e costante fa la differenza. La coerenza fra l’outfit e la propria personalità, il proprio valore e proprio ruolo ancora di più.

Quello che mi auguro profondamente è un ulteriore passo in avanti.

Sogno un mondo in cui non ci siano stereotipi di genere e si valutino le persone, donna o uomo che siano, solo in base a criteri comuni, alle competenze dimostrate e alle doti reali. 

Spero di vedere presto una donna ai vertici della politica Italiana, elegante, ben vestita e libera di esprimere la sua femminilità a 360 gradi.

 

 

A-FORCE: LA POTENZA DELL’ALLEANZA TRA DONNE

Da poche settimane in sala sta spopolando l’ultimo capitolo della saga degli Avengers che oltre a soddisfare le attese dei fedelissimi e affezionati del genere si fa portavoce di importanti novità

Prima fra tutte il ruolo delle donne.

 

Endgame introduce un nuovo modello vincente, le eroine, che meglio rispecchia le trasformazioni sociali epocali figlie del nostre tempo e attribuisce alle donne un ruolo nuovo, decisivo, senza privarle delle loro caratteristiche peculiari.

Sono donne potenti, capaci di cambiare il corso delle cose, ma per farlo non vengono snaturate del loro essere donne.

Nella battaglia finale (sorry per lo spoiler) le donne diventano assolute protagoniste in due differenti modi:

  1. In primo luogo scendono sul campo di battaglia. In contesti precedenti il ruolo della donna nella battaglia era legato all’uomo, ne era il supporto o il dolce pensiero in lontananza. Qui le donne combattono e lo fanno in qualità di supereroine, dotate di forza, bellezza, abilità, strategia.
  2. Le donne sono compatte. Nel momento topico della battaglia Captain Marvel torna dallo spazio e Tanos indicando lo schieramento di nemici pronti a sconfiggerla dice: “Non so se ce la farai”. La frase di minaccia, di derisione, di sconfitta preannunciata prelude a quella che invece sarà la svolta finale: arrivano le altre supereroine: “Lei non è sola”.

LEI NON E’ SOLA

Cosa possono fare le donne quando si alleano?

Molto, moltissimo, ma questo in cuor nostro forse lo sapevamo già.

Il vero slancio di emancipazione ben rappresentato da Endgame consiste nel raccontare quest’unione di donne in quanto donne.

Non hanno bisogno di somigliare agli uomini per mettere in campo una strategia vincente, non hanno bisogno di essere sgraziate e mascoline per esercitare un ruolo vincente con abilità e intelligenza, non hanno bisogno di essere colpite nel loro ruolo di donne e svuotate delle caratteristiche di bellezza, cura e sensualità per essere delle vere guerriere a abbattere i nemici nello scontro.

Questa è la vera battaglia vinta dalle supereroine di Endgame: quella culturale e sociale di una concezione della donna che non mette più in contrapposizione abilità e competenza con la cura di sé e l’attenzione alla propria immagine.

Sono donne che si uniscono perché si sono affrancate dalla schiavitù di quel legame tra donna e frivolezza che per secoli ha dominato il nostro panorama sociale e le ha volute competitive, diffidenti e poco alleate.

La donna sprigionata da Marvel è una donna moderna, nel pieno di sé, una donna che ha alimentato la propria persona dall’intelligenza alla cura del proprio aspetto, una donna in grado di comunicare se stessa nella sua pienezza senza farsi quegli sconti che altro non sono che il retaggio una società maschilista.

Grazie per questo splendido disegno di emancipazione e integrità, grazie a Marvel per aver finalmente sancito il legame solido e vincente tra donne che si sanno riconoscere perché accomunate in primo luogo dalla consapevolezza di saper comunicare il proprio sé pienamente.

Ma sappiamo perfettamente che c’è ancora tanto da fare e tanto da dire li fuori, nel mondo reale.

 

L’aspetto Vincente

Cos’hanno in comune Giusy Versace, Simona Atzori, Chiara Bondi e Bebe Vio, Antonella Ferrari?

Se avete risposto “ le disabilità” o “ un passato triste” probabilmente siete abituate a vedere una sola faccia della medaglia e sicuramente il bicchiere mezzo vuoto.

Hanno in comune “ la cazzimma” come si dice dalle mie parti…la capacità e l’intelligenza di non considerarsi speciali solo perchè hanno avuto delle difficoltà e sono riuscite, combattendo, a tirarsene fuori, che comunque non è da ritenere scontato ed è meritevole di gloria. La loro grandezza sta nell’aver trasformato il loro “ problema” nel loro più grande punto di forza utilizzandolo in maniera dirompente ed impattante come veicolo e mezzo per diffondere messaggi solari, positivi , pieni di energia e vita. Non si sono fatte rallentare o arrestare dalla loro condizione ma l’hanno utilizzata come motore propulsore per eccellere in quello che desideravano.

Ti è mai capitato di vederle in TV? Qual è il sentimento che nasce guardandole? (Giuro che se dovessi trovare un commento degli haters su questo articolo riguardante loro, scateno l’inferno)

E’ forza, determinazione, femminilità, gioia….sono delle vincenti non per pietà del mondo ma esclusivamente per i propri straordinari  meriti che non si sono limitate a tenere per sè: la loro missione comune è quella di essere d’esempio a chi come loro quotidianamente si trova ad affrontare problemi grandi, mastodontici, essendo però sempre la migliore versione di se stesse.

Bebe Vio

Ed è proprio qui che volevo arrivare “ La migliore versione di se stesse”. Cosa significa? Essere perfette? Noooo…che brutta parola.

Credo che la dichiarazione che fece tempo fa Bebe Vio ( campionessa paraolimpica di scherma)  ad una giornalista sia la definizione migliore che io abbia mai sentito:

solo quando ci sia accetta veramente e profondamente che la vera bellezza riesce ad illuminare anche il mondo che ci circonda”.

 

Lei ci crede veramente e si infastidisce quando durante una trasmissione televisiva è stata talmente riempita di fondotinta in viso da far scomparire le cicatrici “a me le cicatrici piacciono, fanno parte di me. Il fondotinta lo uso per coprire i brufoli, mica le cicatrici”

Devastante, per me ha vinto tutto!!!!!!

La vera bellezza sta nel guardarsi allo specchio e amarne il riflesso in maniera incondizionata ponendo il proprio focus su cosa abbiamo di buono.

 

Siamo così brave a fustigarci vero? Siamo abituate a guardare quel rotolino, a quei cm di altezza che non ci sono, a quella nuova piccola rughetta (maledetta) sotto l’occhio destro che molto spesso ( o quasi sempre) non ci rendiamo conto che abbiamo una infinità di punti di forza che se notati e esaltati ci cambierebbero lo sguardo ( e la giornata).

Chiara Bondi

Queste donne hanno desiderato, combattuto e raggiunto il loro aspetto da vincenti talmente bene che “spernacchiando” top model e attrici, sono spesso chiamate come testimonial di brand importanti…questo mi fa capire che qualcosa sta cambiando e che i famosi canoni di bellezza a cui tante aspirano sono solo aria fritta ( per fortuna e finalmente). Un esempio recentissimo è stata la “ Bionica”  Chiara Bondi

che si è aggiudicata il terzo posto a Miss Italia portando finalmente un messaggio condivisibile in uno show che faccio fatica a credere esista ancora nel 2018.“ Non mi interessa vincere, ma dare coraggio a chi vive la mia stessa condizione” . Beh per me con questa affermazione ha dato senso ad un concorso che di suo ne ha veramente poco.

Bellissima ed emozionante Giusy Versace ( atleta paraolimpica, conduttrice televisiva e politica italiana) a “ Ballando sotto le stelle” che danza sui tacchi vertiginosi a parer mio con più naturalezza e femminilità di

Giusy Versace

altre concorrenti normodotate in gare. “ Femminilità e sensualità credo siano caratteristiche che appartengono ad ogni donna a prescindere dall’aspetto fisico. Certamente un handicap mette a dura prova l’autostima di una donna. Anche io ho provato questo disagio, ma ho imparato a guardarmi allo specchio con occhi nuovi e quando raggiungi questa consapevolezza è più facile trasferirla agli altri”

La maggior parte delle donne, soprattutto le ragazze molto giovani, ricercano una perfezione chirurgica per sentirsi belle che le porta molto spesso ad una grande frustrazione.

La verità è che si diventa irresistibili solo quando la tua parte esteriore è coerente con chi sei, con i tuoi valori, con la tua mission e la tua identità.

E non ci nascondiamo dietro ad un dito, per carità: tutte loro sanno perfettamente quanto l’aspetto esteriore sia importante e si scontrano con questa realtà tutti i giorni e senza vestirsi di insulso perbenismo sanno di avere degli handicap MA hanno imparato a trasformare la loro “diversità” nel più grande punto di forza che le rende MAGNIFICHE.

Simona Atzori

Hanno imparato a “ Considerare la loro unicità come una possibilità e non un limite” dice Serena Atzori ( ballerina e pittrice italiana che come si racconta lei “ Dio ha disegnato senza braccia”)

Un esempio eclatante  è Bebe Vio che non ha paura di mettere in mostra le sue protesi anzi le sfoggia  sempre sorridente con orgoglio e una naturalezza strabiliante.

Antonella Ferrari

O le stampelle glamour e colorate con cui si accompagna sempre Antonella Ferrari (attrice e scrittrice italiana).

Piacersi è importante, amare ogni centimetro del proprio corpo invece è fondamentale e tutte queste donne lo sanno perfettamente. Ed è per questo amore che mi sento di ringraziare tutte quelle donne che al di là di quei rigidi e grigi canoni di bellezza ideale mi appaiono come Dee luminose che lasciano a bocca aperta, che non hanno paura di mostrarsi per quello che sono veramente.

A presto

LO STILE E’ NELLA REGOLA, NON NELL’ECCEZIONE

Credo che pretendere la perfezione da  se stessi e dagli altri sia un esercizio stressante e non faccia bene a nessuno…allo stesso tempo penso che avere un aspetto dignitoso e curato sia importante per non crearsi, e generare ad altri, stati di stress.

Mi spiego meglio: molti ancora oggi pensano che ciò che si indossa la mattina prima di uscire sia una formalità, una scelta dettata dalle convenzioni sociali. La verità è che ciò che indossiamo e la percezione che abbiamo di noi stesse allo specchio condiziona il nostro stato d’animo sempre. Ti faccio un esempio: Una tua amica ti invita a cena fuori. Dopo una giornata stancante di lavoro sei indecisa tra il restare a casa comodamente stravaccata sul divano o accettare di uscire. La tua amica è insistente, le hai dato già diverse buche e alla fine vai ma…la pigrizia prende il sopravvento e decidi di infilare le prime cose che ti capitano sotto mano: pantalone larghettone, t-shirt (con piccola macchietta di sugo delle polpette di nonna “ Ma che fa neanche si vede”…) e scarpe da ginnastica, zainetto “ tanto è una cena tra amiche, chi se ne importa”..metti il navigatore e arrivi all’indirizzo indicato. Panico paura: è un locale pieno di persone tirate a puntino, la ragazza più sciatta ha il tacco 10. Che fai? Scendi dalla macchina o torni a casa a cambiarti? E se scendi dalla macchina quanto ti sentirai a tuo agio?

Beh a questo punto ci sarà sicuramente qualche impavida che mi scriverà: “a me non interessa nulla…anche se sono palesemente fuori luogo non è un problema”. Ok faccio finta di crederci e ti dico anche brava.

Con tutte le altre, che come me non amano provare disagio, invece voglio condividere i miei principi cardine (ahahaha) sulle persone di stile che spunto mentalmente ogni volta che esco di casa.

 

  • La mediocrità è una storia triste. Cedere alla pigrizia del momento indossando la prima cosa che tirate fuori dall’armadio difficilmente ti farà sentire bene. Un look trasandato comunica questo di te, mentre un outfit pensato e ragionato ti farà sentire sicura e tranquilla. Quindi non accontentarti.

 

  • Valorizzarsi è sempre una buona idea: tutte abbiamo dei piccoli difetti ma sicuramente ne abbiamo anche dei punti di forza. Impara a riconoscerli e a valorizzarli.

           E basta focalizzarti solo su ciò che hai di troppo o di troppo poco…è noioso!

  • Comunica il tuo valore: che sia in un bar per un caffè, che durante un appuntamento di lavoro fa sì che il tuo abbigliamento parli di te e delle tue qualità. Come si fa? Anzitutto imparando ad eccellere nella cura del proprio outfit. Prima di uscire di casa controlla che non ci siano fili penzolanti dalla blusa o bottoni lenti o staccati dalla camicia, macchie sulla gonna, pantaloni stropicciati e soprattutto scarpe sporche. Essere impeccabile deve diventare un’ abitudine.

 

  • Il Guardaroba è un tuo alleato: se hai un guardaroba funzionale, con capi intelligenti e valorizzanti nel modello e nei colori, sarà veramente difficile non essere soddisfatti del look scelto. E se non lo sei? Beh inizia subito a distruggere, disintegrare, dare fuoco (metaforicamente eh!, insomma eliminare tutti quei vestiti che potrebbero farti cadere nella trappola della pigrizia e della sciatteria.

 

  • I pezzi accento ovvero gli accessori: un buon guardaroba è composto per il 40% da accessori, che oltre ad arricchire e diversificare lo stesso outfit sono dei veri e propri mezzi che parlano di te e della tua personalità in modo delicato e discreto.

 

  • Non stancarti mai di imparare. Lo stile si crea con il tempo e si migliora strada facendo. Le persone di stile hanno sempre le antenne dritte e osservano, studiano e sanno prendere spunti.Quindi quando esci di casa, anche se vai sempre di corsa, non guardare a terra ma guarda le persone intorno a te..e se c’è qualcuno che ha fatto un abbinamento geniale appuntatelo.

Le persone di stile non si stancano mai di imparare

 

Vi saluto con un aforisma a cui sono molto legata e in cui credi profondamente

 

A presto

 

 

IL PROPRIO STILE VA RISPETTATO

Questo articolo nasce da alcune richieste “strampalate” di clienti che ho seguito, che ho scelto di non seguire o che stanno iniziando proprio in questi giorni il percorso Buongiorno Principessa. Riguardano lo stile.

Le richieste che vanno per la maggiore sono: “ Non mi piace il mio stile, voglio totalmente cambiarlo” oppure “ Non ho uno stile, vorrei averne uno”.

Magari sarà capitato anche a te di non essere soddisfatta del tuo stile o addirittura credere di non averne uno.

L’errore che a volte si compie è confondere lo stile con il gusto. Quante volte ti è capitato di scegliere quell’accessorio o acquistare quell’abito perché ti piaceva da impazzire e poi non averlo mai messo? Se guardi dentro l’armadio quanti capi hanno ancora il cartellino?

Al contrario ti sarà capitato di indossare quel maglioncino fino al suo completo logorio. Confermi?

Qual’è la differenza? L’abito l’hai acquistato spinta dal “ Mi piace quindi lo prendo”, il maglioncino invece l’hai acquistato perchè era nel tuo stile.

Il fatto che un capo ci piaccia non significa necessariamente  che è nel nostro stile. Ricorda che se non è nel tuo stile NON LO METTERAI MAI perchè non ti sentirai mai completamente a tuo agio. Altro rischio che si corre nell’acquistare “ fuori stile” è di avere ogni giorno uno stile diverso e non riconoscersi mai davvero in nessuno.

Ma allora cos’è lo stile? Rispondo con una citazione  di Rachel Zoe che condivido totalmente: “ Style is a way to say who you are without having to speak”

“Ilaria, ma io uno stile non c’è l’ho” Errore!!! Tutte noi abbiamo uno stile più o meno evidente…solo che tante non sanno di averlo. Se fai parte di questa categoria allora ti ritrovi perfettamente nella descrizione fatta precedentemente: hai tanti capi, anche belli, che però non hai mai indossato e che hanno  ancora il cartellino!

La buona notizia è che ,se il buon gusto è difficile da imparare, lo stile è un insieme di caratteristiche (modelli maggiormente utilizzati, colori, abbinamenti, utilizzo di accessori, make up, acconciatura,…) individuabili tramite la giusta analisi.

 

Questo è un esempio visivo di ciò che ti ho detto fino ad ora: ci sono 2 donne che indossano entrambe un Tailleur: giacca, pantalone, blusa bianca, maxi bag e scarpa bassa. La prima ha uno stile elegante la seconda più sportiva. Quindi:

Non è cosa indossi ma è il modo in cui lo fai che determina uno stile.

L’analisi dello stile fa parte delle 4 consulenze basilari per una corretta consulenza d’immagine ed è imprescindibile soprattutto per un giusto ed appagante shopping.

Lo stile non si crea dall’oggi al domani ma si crea con il tempo.

Giorgio Armani diceva: “La moda è quella che viene suggerita e che spesso è meglio evitare, lo stile invece quello che ciascuno ha e deve conservare nell’arco della sua vita.”

Lo stile si crea con il tempo, non è possibile stravolgerlo in una giornata e per la maggior parte di noi resterà invariato per tutta la vita.  Capite bene perchè sia importante rispettarlo e al massimo metterlo a puntino e migliorarlo.

Non ti sentirai mai bene e a tuo agio nei panni di un’altra.

Si può avere uno stile pratico ma essere ugualmente elegante. Puoi avere uno stile femminile e indossare dei capi  sportivi. Non farà la differenza il capo indossato ma le caratteristiche dello stesso. Quindi, prima di fare un acquisto, sarà fondamentale capire se quel capo ha le caratteristiche del tuo stile.

Ecco perché, alla richiesta di stravolgere totalmente il proprio stile io rispondo di NO. L’unica azione intelligente e sensata da fare è analizzarlo, capirlo e perfezionarlo.

Proprio per questo nell’articolo precedente mi chiedevo se era cosa giusta imporre tante limitazioni ai ragazzi nell’abbigliamento ( se l’hai perso puoi leggerlo qui). Le persone che nel periodo dell’adolescenza hanno indossato solo divise, o hanno vissuto con genitori che non hanno permesso loro di sperimentare, giocare e anche sbagliare con l’abbigliamento, hanno molta difficoltà a riconoscersi in uno stile  preciso perchè non sono riusciti a crearne uno coerente con la propria persona e personalità e si sono scontrati, solo in età adulta con la libertà di poter decidere, senza averne le capacità.

Altro punto importante:

Lo stile non lo decreta la moda.

“La moda non deve mai decidere chi sei. È lo stile a decidere chi sei.” Diceva Quentin Crisp

L’abbigliamento deve parlare di noi.

La moda cambia molto velocemente ( seguirla assiduamente richiederebbe un investimento economico veramente importante ogni singola stagione) noi no! Il nostro cambiamento ( quando e se avviene) è molto lento. Rincorrere il capo di tendenza a tutti i costi è pazzia,  e il risultato che ne avresti sarebbe assolutamente impersonale rischiando di creare un’ immagine di sé falzata, volubile e poco credibile. Lo stile ci rende riconoscibili, è parte integrante di te e parla della tua personalità. Riconoscerlo e rispettarlo è molto importante per la gestione della tua immagine privata e pubblica.

 

E infatti riprendendo sempre spunto da una famosa citazione di Émilie du Châtelet “Le donne sciocche seguono la moda, le pretenziose l’esagerano; ma le donne di buon gusto vengono a patti con essa” . E questa è un’altra buona notizia perché  se è vero che il buon gusto non te lo può insegnare nessuna, è anche vero che una volta individuato il tuo stile sarà molto più facile acquistare capi di buon gusto.

Il tuo stile lo individui solo quando fai pace con te stessa davanti allo specchio e inizi a focalizzarti prima di tutto su ciò che di bello hai, non “flagellandoti” per ciò che ti manca

 

Concludendo:

Il proprio stile va rispettato a prescindere dalle mode o influenze esterne.

 

Quindi se non ti riconosci uno stile, o non sei pienamente soddisfatta di quello che hai, o non sai dove andare a fare acquisti che rispecchiano il tuo stile contattami e sarò felice di aiutarti.

 

A Presto!

Errori di stile: cosa evitare assolutamente

Ora che conosci la differenza tra i vari stili Smart Casual e Business, vediamo nel dettaglio quali sono gli errori che vengono commessi maggiormente:

  • Accessori rumorosi: un bracciale che tintinna mentre gesticoliamo, una scollatura troppo profonda, un colore accecante, sono elementi che catturano lo sguardo di chi ci ascolta mettendo in secondo piano le nostre parole e focalizzando l’attenzione sul nostro corpo.
  • Accessori ingombranti: una collana con un grande ciondolo che pende sul seno sarà come una grande lente di ingrandimento per chi ci sta guardando. La sensazione che si avrà indossandola sarà di non essere ascoltate.
  • Vestiti che urlano: colori sgargianti, tessuti non idonei ( tipo cardigan a rete o indumenti trasparenti), scollature provocanti, gonne che non lasciano nulla all’immaginazione sono assolutamente da evitare se quello che si vuole trasmettere è un contenuto e non la propria sensualità.
  • Estremità poco curate: le mani, i piedi (scarpe) e i capelli sono le parti più esterne del nostro corpo e quindi è più facile dimenticarsi di loro. Allo stesso tempo sono le parti che vengono molto spesso notate maggiormente e che comunque comunicano moltissimo di noi. Una persona che tende a curare meticolosamente tutti i dettagli della sua vita lavorativa e privata lo comunica al mondo in primo luogo curando scrupolosamente ogni parte del suo corpo. Se hai un aspetto disordinato esteticamente (ad esempio i capelli arruffati, secchi e non acconciati, le scarpe sporche, le mani con lo smalto rovinato) trasmetterai trascuratezza. Le persone noteranno questo di te e nella loro mente si insinuerà il dubbio che tu possa essere in questo modo anche nel lavoro.
  • Profumo pesante: certi profumi, soprattutto se messi in abbondanza, possono addirittura far venire il mal di testa o nausea. Vi potete rendere conto di aver messo troppo profumo se quando camminate lasciate la scia. Se lasciate la scia correte ai ripari lavando l’indumento o lasciandolo per un po’ all’aria aperta.
  • Make up eccessivo: tutti gli eccessi denotano cattivo gusto ma il troppo make up ancora di più. Non diventare una maschera di carnevale mettendo 8 passate di fondotinta, un rossetto rosso fuoco e un ombretto blu. il messaggio che comunicherai al mondo è quello di essere una persona che ha da nascondere qualcosa.
  • Abiti stropicciati o pieni di pelucchi: Una buona abitudine è quella di stirare sempre l’abito utilizzato prima di riporlo nell’armadio e di pulire il cappotto di tessuto ( soprattutto se nero) prima di uscire. Mai comunicare trascuratezza.
  • Peli: anche siamo in inverno e indossiamo un collant scuro evitiamo di lasciare sulle nostre gambe la pelliccia: si vede!!!

Bisogna porre l’attenzione su ogni minimo particolare del nostro aspetto estetico non tralasciando nulla. Non esistono parti del nostro aspetto importanti e parti poco importanti.

Potrai indossare l’abito perfetto, di tendenza, costoso e prezioso ma se commetterai anche solo uno di questi errori il messaggio che trasmetterai sarà di trascuratezza risultando sciatta e non curata. Quindi prima di uscire di casa vai davanti allo specchio e ripassa mentalmente e visivamente ogni dettaglio della tua immagine: 2 minuti che possono fare la differenza per l’intera giornata.

A presto Principessa!

Lo Stile giusto per ogni occasione

Buongiorno Principessa!!!

Nell’articolo precedente hai capito la tua esatta morfologia e a quale categoria appartieni (se non ti è chiaro contattami qui e ti aiuterò a capire). Molte di voi mi hanno scritto chiedendomi un parere sulle possibili misure ideali di una donna…mamma mia che paura!

Non esistono misure perfette!

Questo concetto ci è stato inculcato a forza dai media, dalle pubblicità, dalle modelle e anche dai negozi che propongono la loro merce su dei manichini scheletrici fatti di plastica. Ogni donna ha le proprie misure e una tipologia di corpo diverso. Usciamo dal bruttissimo film della perfezione fisica e impariamo ad accettarci di più. L’energia che sprigiona una donna che si piace è incredibile!

Prima di comprendere quali capi di abbigliamento valorizzino il corpo e quali invece no, è fondamentale comprendere che non esiste un unico modo per vestirsi, ma un modo più adatto di altri a seconda dell’occasione. Ogni outfit, infatti, deve essere coerente con l’occasione e l’ambiente in cui lo indossiamo. Secondo Kurt Lewin “il comportamento di un essere umano può essere visto come il risultato dell’interazione tra la persona e l’ambiente. Dunque ci si comporta in maniera diversa in risposta a stimoli diversi.” Questo vale anche per l’abbigliamento. In un ambiente business ci si comporterà e ci si vestirà diversamente che in un ambiente casual. Vestirsi adeguatamente rispetto al contesto in cui ci si trova, e coerentemente al messaggio che si vuole trasmettere, ci permette di poter raggiungere più facilmente il nostro obiettivo.

Durante la giornata ci può capitare di essere in situazioni o posti in cui è opportuno adottare un certo tipo di outfit piuttosto che un altro. In questo articolo analizzeremo in particolare 3 stili:

CASUAL

Il Casual per definizione è lo stile che privilegia il comfort e la praticità rispetto alla presentabilità. Ci vestiamo in modo casual quando è poco formale il messaggio che vogliamo trasferire al mondo. Utilizzato molto spesso in situazioni private, in momenti di relax,questo stile non ha regole, si può indossare tutto ciò che si vuole e anche in maniera squinternata. Darò poca attenzione al casual perché non ha bisogno di alcun suggerimento e consiglio da parte mia.

SMART CASUAL

Lo Smart casual è lo stile che amo più in assoluto. Per Smart intendo un outfit intelligente, acuto, tra il formale e l’informale. Idoneo h 24: dal lavoro all’aperitivo per intenderci. Prevede un’ampia scelta di capi disinvolti, ma comunque professionali ed eleganti. Tra tutti, il look smart casual, è quello che permette maggiormente l’espressione della propria personalità soprattutto grazie agli accessori. Il messaggio che questo tipo di stile trasmette è quello di essere sofisticata ma non troppo, raffinata e professionale, ma disinvolta.

Il must have dello smart casual comprende questi capi:

  • Jeans ( ma solo blu scuro e senza strappi)
  • gonna al ginocchio o metà coscia
  • pantalone blu, grigio, nero, bejge (i modelli saranno analizzati nei paragrafi dedicati alle diverse fisionomie)
  • Maglioncini e cardigan
  • Abiti colorati e divertenti
  • Giacche a manica lunga, manica a 3/4 e corta
  • Camicie manica lunga, manica a 3/4 e corta
  • Trench, cappottini, giubbini in pelle
  • accessori di ogni tipo: cappellini, collane, orecchini anche vistosi, foulard, sciarpe, colli di pelliccia, collant colorati e decorati
  • scarpe di ogni tipologia ( sempre in base al fisico) evitando quelle da ginnastica.

BUSINESS

Il Business è  lo stile formale e delle grandi occasioni (appuntamenti formali, colloqui di lavoro, cerimonie). Chanel in un suo aforisma rende perfettamente quello che una donna può ottenere se adeguatamente vestita business: “ Con due tailleur neri e 3 camicie bianche qualsiasi donna potrebbe conquistare il mondo, il cuore di chi ama ed essere sempre elegantissima“. Il messaggio che si vuole dare vestendosi in stile business è quello di professionalità, eleganza, credibilità, competenza, autorevolezza. Bisogna far sì che il nostro abbigliamento parli sempre di noi facendo attenzione che non sia però fonte di distrazione per il nostro interlocutore. Soprattutto in un ambiente Business l’attenzione deve essere rivolta principalmente su ciò che siamo e ciò che comunichiamo, bisogna puntare alla semplicità delle linee e alla cura meticolosa degli accessori cercando di risultare sobrie e curate.

I must have dello stile Business:

  • Tailleur Pantalone
  • Tailleur gonna
  • Abito

Assolutamente da evitare in ambienti Business:

  • Top che lasciano scoperta l’ascella: top giromanica o con bretelle (sono poco igieniche)
  • gonne o abiti sopra il ginocchio (attirano l’attenzione sulle gambe)
  • Stampe eccessive: sono dei binocoli, attirano l’ attenzione
  • Sandali e scarpe aperte: assolutamente poco igieniche nei luoghi pubblici
  • Jeans: ogni capo ha la sua occasione e questa non è la sua
  • Collant a rete grossa: in discoteca ci andiamo dopo il lavoro
  • Giacche e camicie a manica corta: poco professionale
  • Colori sgargianti: da preferire sempre colori neutri e basici come il blu, il nero, il beige, il cipria, il grigio.

Sia nello Smart casual e soprattutto nel Business Casual ci sono degli errori da non commettere, ma di questo te ne parlerò nel prossimo articolo.

A presto Principessa!