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LA CONSULENZA D’IMMAGINE ON LINE E’ AFFIDABILE?

In questi anni mi è capitato diverse volte di incontrare donne che si erano già confrontate con il mondo della consulenza d’immagine.

Avevano già eseguito l’analisi della loro morfologia e quella riguardante la forma del viso, gli erano state indicate le palette dei colori valorizzanti e quale fosse il loro stile.

Queste 4 analisi, ovvero le fondamenta della consulenza d’immagine, punto di partenza per valorizzare la propria immagine erano state fatte ON LINE.

Oggi giorno, io per prima, si acquista di tutto on line: dall’abbigliamento all’oggettistica, dai servizi ai corsi…regolarmente svolgo riunioni via Skype e ricevo videochiamate da clienti dentro il camerino o davanti l’armadio per risolvere il dubbio prima dell’acquisto o prima di uscire di casa e lo ritengo utilissimo

La verità, però, è che certe consulenze non si possono fare attraverso uno schermo.

La consulenza d’immagine professionale, in particolare la parte relativa alle 4 analisi base, non può assolutamente essere effettuata on line. 

Sono estremamente necessarie 3 presenze fisiche contemporaneamente nella stessa stanza:

  • La persona che desidera ricevere la consulenza d’immagine
  • La consulente d’immagine
  • Gli strumenti per effettuare la consulenza d’immagine: Più di 50 drappi di tessuto colorato per l’analisi armocromatica, palette colori, palette rossetti,  schede tecniche, metro da sarta con cui si prendono più di 50 misurazioni tra viso e corpo, specchi con la giusta inclinazione, luci professionali che non alterano i colori naturali, kit per l’individuazione della forma del viso…

La consulenza d’immagine richiede precisione, analisi, un’attenta osservazione dei particolari, delle forme, delle più piccole asimmetrie.

Mi dispiaccio molto quando vedo banalizzata una professione che di banale non ha proprio nulla ma che attraverso un metodo empirico basato su numeri e dati oggettivi fornisce tutti quegli strumenti e chiavi per valorizzare al massimo ciò che siamo.

Capire quali siano i modelli che valorizzano la silhouette, l’acconciatura e il taglio che armonizzano il tuo viso e lo rendono otticamente simmetrico, i colori che creano un effetti lifting naturale senza bisturi e come creare uno stile personale che veicoli la tua miglior te stessa …hanno bisogno di

Metodo!!!!

Quando sento parlare di

“consulenze d’immagine on line”

mi rammarico perchè basarsi su alcune fotografie per emanare dei verdetti  non solo lo ritengo poco professionale ma con un’altissima percentuale produce

risultati scadenti.

E fin quando si tratta di pagare pochi euro (e spero che siano pochi euro altrimenti la situazione diventa seriamente grave) per erogare questo tipo di “ consulenza” a mo’ di gioco (sempre se di consulenza si può parlare), ci posso passare su.

La situazione diventa economicamente intollerabile quando, dopo la “consulenza on line” si decide di stravolgere completamente il guardaroba, buttare la maggior parte dei capi presenti e rimpiazzarli con dei nuovi seguendo forme e colori  seguendo i consigli ( per il 99% sbagliati) ricevuti durante la “consulenza on line”. Ci si ritrova così ad avere un guardaroba e degli outfit che non ti convinceranno mai, che non ti valorizzeranno, che non ti faranno splendere come dovresti e che non veicolano il tuo valore. E, naturalmente, il portafoglio deturpato.

Non posso dimenticarmi gli occhi di Giovanna quando, durante l’analisi armocromatica, mentre appoggiavo intorno al viso (struccato naturalmente) i favolosi drappi di tessuto nei colori della sua palette Inverno Deep. 

Giovanna aveva fatto un mese prima l’analisi armocromatica on line ad un costo di 30€. 

Carnagione olivastra, capelli scuri, occhi quasi neri con una sclera bianchissima.

Le era stata inviata via mail la palette che, secondo non so quale criterio , avrebbe dovuto valorizzarla: i toni caldi e profondi dell’Autunno Deep. Un trionfo di marroni, verdi e arancio in tutte le sfumature medio scure.

Il suo guardaroba era composto per un 90% di capi neri e blu notte, tutti rigorosamente regalati ad amici e parenti e sostituiti con capi dei colori che le erano stati indicati e che però non riusciva ad utilizzare. 

Niente di strano. Mi è capitato tante volte con alcune clienti, ed è successo a me per prima , che ci si impiegasse un po’ ad abituarsi ai nuovi colori ma si finisce sempre per innamorarsene e non si riesce più a farne a meno.

Abbiamo iniziato l’analisi armocromatica e abbiamo fatto scorrere più di 50 drappi di tessuto intorno al viso per vedere quali colori illuminavano la sua pelle e quali segnavano le imperfezioni o creavano ombre sotto gli occhi.

Nel momento in cui Giovanna ha visto la reazione del suo viso, della sua pelle, dei suoi occhi al drappo nero è rimasta a bocca aperta. Il nero, che a ben pochi dona e che le era stato tassativamente proibito (come è giusto che sia per gli autunno deep) , le illuminava il viso e faceva eco alle due perle nere che aveva al posto degli occhi. 

Non ho dovuto dire nulla, l’ha visto con i suoi occhi. 

Giovanna non era un Autunno Deep bensì un Inverno Deep. 

Quindi Giovanna è tornata da alcune delle persone a cui aveva regalato i suoi capi, le più intime, e li ha richiesti indietro ma per tutto ciò che di nuovo e sbagliato aveva acquistato non ha potuto fare nulla. 

Vi potrei parlare di Claudia a cui attraverso 3 fotografie era stato detto di essere una clessidra con il punto vita poco segnato ( che non esiste) quando invece era semplicemente un rettangolo….Di  Maria che attraverso un’analisi del viso on line le era stato consigliato di fare la frangia che però poco valorizzava il suo viso quadrato e che quindi ha passato 2 mesi con un cappello per nascondere l’errore.

Quindi care le mie principesse attente a chi affidare la vostra immagine.

Informatevi, leggete e assicuratevi che si tratti sempre di una professionista che abbia studiato tanto tanto tanto perchè non si gioca con l’immagine degli altri.

Fortunatamente conosco tantissime colleghe bravissime, che come me, hanno dedicato anni alla loro formazione che esercitano con professionalità e fanno ottenere dei  grandi risultati, che incontrano e analizzano le clienti in ambienti congrui mettendoci sempre la faccia DAL VIVO! L’investimento economico è ovviamente diverso ma una consulenza sbagliata può farvi spendere molto molto di più.

Un consiglio: piuttosto che ricorrere ad una consulenza on line, fatevela da sole.

Come si fa? Per individuare il colori “amici” , mettetevi davanti allo specchio vicino ad una finestra ben illuminata, prendete dei capi di colori diversi e metteteli vicino al volto. 

Fidatevi dei vostri occhi. Sono certa che il risultato sarà migliore rispetto a quello ottenuto con una consulenza on line.

A presto

CHI E’ LA DRESSCODER?

Da più di 5 anni alla risposta che do alla domanda “ Tu di cosa ti occupi?” vedo che seguono sguardi persi nel vuoto, occhi pallati, sorrisi di circostanza e a volte anche risatine…per non parlare di esclamazioni infelici come “ Ah sì, come quei due della televisione che ti buttano via tutto il guardaroba”. C’è da fare un po’ di chiarezza.

La consulente d’immagine è una professionista che ha maturato una formazione specifica sia in termini tecnici che nel campo della comunicazione – verbale e non verbale – e che declina le proprie competenze anche attraverso il proprio senso estetico e gusto innato.

La consulente d’immagine è una specialista nella valorizzazione dell’immagine di una persona. 

Durante il primo appuntamento vengono effettuate 4 importantissime analisi: 

1 Analisi morfologica:  Per individuare i tuoi punti di forza da valorizzare con l’abbigliamento sarà necessario prendere diverse misure. L’analisi corporea è la base della consulenza d’immagine e viene studiata in modalità empirica e precisa. In questo caso ogni centimetro fa la differenza perché consente di individuare i tagli, le proporzioni, i tessuti, le fantasie  e i modelli dei capi che più esaltano la tua figura e quali tecniche di camouflage utilizzare per far sì che la cliente si possa sentire sicura della propria immagine mentre si sorride allo specchio. Questa misurazione deve essere effettuata di persona da un tecnico del settore. 

4 Analisi del viso: Il volto è la prima cosa che viene notata in una persona le cui proporzioni orizzontali e verticali, profilo ed eventuali asimmetrie, determinano la propria facial shape unica. Anche questa analisi ha bisogno di misurazioni precise ed accurate e devono necessariamente essere rilevate da un esperto di visagismo. Il risultato dell’analisi del viso ti permetterà di capire perfettamente quali siano le acconciature, il make up e  gli accessori (orecchini, collane, accessori per capelli, occhiali…) che più ti valorizzano. 

3 Analisi dei Colori: L’armocromia è una scienza che studia l’armonia dei colori e tiene conto di due fattori principali: la temperatura (caldo, freddo) e il valore (chiaro, scuro). Questa analisi ti permetterà di capire quali sono i tuoi colori speciali, ovvero quelli che esaltano e sono in armonia con il tuo incarnato. L’analisi avviene apponendo dei drappi di colore intorno al viso e con l’aiuto della consulente noterai che alcuni colori illumineranno il tuo viso creando quasi un effetto lifting naturale, mentre altri andranno a sottolineare dei piccoli difetti o creare ombre che potrebbero addirittura invecchiare o indurire il tuo aspetto. Quindi è un’analisi oggettiva e non guidata da impressioni soggettive della consulente.

Ci tengo a specificare che l’analisi armocromatica può essere eseguita di persona e ti invito a diffidare fortemente da chi propone consulenze on line. Non potrà mai darvi dei risultati professionali e veritieri, ma un parere soggettivo.

4 Analisi dello stile: Lo stile è il tuo personalissimo modo di concepire l’abbigliamento e la moda. Non è ciò che indossi, ma il modo in cui lo fai che determina il tuo stile. Optiamo per  un determinato outfit perchè vogliamo provare (consciamente o inconsciamente) delle sensazioni e delle emozioni. Si tratta del proprio modo di abbinare colori, modelli e accessori ed è la rappresentazione visiva della nostra identità e personalità. Questo si costruisce con gli anni e difficilmente è modificabile…ma sicuramente migliorabile.(Per capire ancora meglio cosa intendo con stile leggi il mio articolo cliccando qui). Da non confondere con il gusto che molto spesso ci porta ad acquistare un capo o un accessorio solo perchè “ è bello e ci piace” per poi non utilizzarlo mai. Capire e riconoscere il tuo stile ti permetterà di fare acquisti ponderati non dettati dalle mode o da influenze esterne. Un occhio allenato come quello di una consulente, con l’ausilio di uno specifico questionario, ti permetterà di capire con esattezza il tuo stile e come migliorarlo per sentirti realmente adatta e unica.

Una consulenza d’immagine professionale va fatta una sola volta nella vita (i tuoi colori, la forma del viso e del corpo non cambiano con il passare degli anni o con l’aumento o diminuzione di peso) e  ti darà tutti gli strumenti per essere indipendente nell’acquisto di capi valorizzanti e duraturi nel tempo.

La consulente d’immagine fa risparmiare tempo e denaro

Una mia docente una volta mi ha detto “ chi più spende meno spende”. Ed è verissimo non solo perché dopo aver capito ciò che ti valorizza e i colori che ti donano, farai degli acquisti giusti e a colpo sicuro da poter sfruttare nel tempo, ma anche perché, dopo una accurata selezione e organizzazione del guardaroba,  una consulente d’immagine creerà con i capi già in tuo possesso degli outfit perfetti per te andando ad riadattare o eliminare (alcune volte è necessario) quelli che non sono coerenti con il tuo stile, morfologia e armocromia. Riuscirai con lo stesso guardaroba ad avere dei look nuovi e valorizzanti, senza aver acquistato nulla di nuovo.

Quando la consulente d’immagine ha le competenze necessarie per essere una Personal Shopper, ti accompagnerà nell’acquisto dei capi e degli outfit adatti a te e all’occasione d’uso. Devi sapere che prima di una uscita di sano e appagante shopping la Personal Shopper ti  chiederà di stilare una shopping list con ciò che vuoi acquistare e, con la lista alla mano, si prepara facendo ricognizione nei giorni precedenti nei negozi in cui sa di trovare capi coerenti sia con il tuo stile sia con il tuo budget (qualsiasi esso sia) così da poter dirigere la cliente al giusto acquisto in pochissimo tempo.

In entrambi i casi il risparmio di tempo e di denaro è assicurato

La consulente d’immagine è una coach che attraverso l’abbigliamento ti aiuta a veicolare: comunicazione, identità, competenze e valore.

Un abbigliamento che parla realmente di te fa sì che l’immagine esterna coincida con quella interna. Nel momento in cui, volontariamente o non, indossiamo i panni di qualcun altro diamo al mondo un’immagine fuorviante di noi e, considerato che prima di conoscere una persona noi la vediamo, per risultare impattanti e veri  è importantissimo che le due immagini coincidano.

Il compito della consulente d’immagine è quello di individuare con la cliente il messaggio che si vuole trasmettere all’esterno e renderlo concreto attraverso l’utilizzo dell’abbigliamento “comunicativo”. L’abbigliamento infatti è un elemento della comunicazione non verbale che mette in comunicazione la parte più profonda di noi stessi con il nostro interlocutore,  inviando velocemente dei messaggi. Acconciature, modelli, tagli, tessuti colori, accessori…il modo di portare la borsa…ogni elemento ha un suo preciso significato che la mente inconsciamente decodifica. La consulente d’immagine ti aiuterà a decodificarli e a utilizzarli nella maniera più funzionale ai tuoi obiettivi. 

La consulente d’immagine è una Strategy Expert

Il tempo oggi è veramente denaro. Non conosco una persona che non vada sempre di fretta e in questo correre spesso si ritrovi a trascurare proprio se stessa e la propria immagine. Risultare poco curate comunica di noi una cattiva gestione del tempo che soprattutto in un ambiente lavorativo non è un buon messaggio da veicolare. Per di più uscire di casa sapendo di non essere adeguate influenza l’autostima e la sicurezza con conseguenze pericolosamente negative che possono  trascinarsi per tutta la giornata.  Avere delle strategie che ti permettano di avere sempre a portata di mano la risposta a “ Cosa mi metto oggi?” “  Cosa mi metto per veicolare professionalità e leadership oggi?” ti permetterà di essere tranquilla e soddisfatta della tua immagine riflessa.

Concludendo: quali sono i vantaggi che avrai decidendo di investire su di te contattando una consulente d’immagine professionista?

Smettendo di autoflagellarti per ciò che non sei o non hai, imparerai a riconoscere i tuoi punti di forza e a far pace con lo specchio utilizzando un abbigliamento valorizzante, che ti faccia sentire a tuo agio, sicura e  coerente con il tuo valore, comunicativamente corretto e coerente con l’occasione d’uso.  

Il mio obiettivo è quello di sapere che la mattina, dopo esserti preparata guardandoti allo specchio tu possa sorridere e sentirti soddisfatta e felice del tuo riflesso. Credo fortemente che una donna felice sia una donna più sicura. Una donna sicura raggiunge più velocemente i propri obiettivi e rende migliore questo mondo.

Abbi cura di splendere

DRESS CODE DELLE DONNE DI POTERE: Angela Merkel

La chiamano la “Cancelliera di Ferro” e, che piaccia o meno, è la donna che ha dimostrato al mondo che la leadership non è una questione di genere.

Soprattutto in politica le donne hanno una collocazione quasi fissa di ruoli che, a parer di non so chi,

“ …rispecchiano meglio le caratteristiche femminili come l’istruzione, la sanità, i problemi di carattere sociale” (cit. L’immagine della donna leader a cura di Donatella Campus). Ruoli sicuramente autorevoli ma sempre di importanza secondaria. La Merkel, invece, in un mondo in cui la donna è sottorappresentata come quello della politica, rimane ad oggi un personaggio femminile fuori dal coro. A nessuno verrebbe in mente di porre davanti al nome della Merkel l’appellativo Signora, una consuetudine in Italia.

La Merkel è riuscita ad affrancarsi dagli stereotipi di genere che condannano molte donne ad essere giudicate  per la propria immagine e vita privata rispetto alle competenze professionali, al proprio CV e qualità personali.

Come consulente d’immagine non mi interessa qui l’aspetto politico o sociologico, ma  voglio soffermarmi sul suo abbigliamento e su quanto sia stata abile a scegliere uno stile  eterno e costante che evochi perfettamente il suo spessore e la sua personalità tanto da diventare la sua “divisa”. Una divisa composta da tailleur minimal che cadono dritti, giacca con tasche diagonali, 4 bottoni sempre ben chiusi dalla linea dritta come il pantalone.

E perché questa scelta?

Prima di esprimere la mia opinione, ti faccio una domanda: se dovessi descrivere la Merkel quali aggettivi utilizzeresti?

Sicuramente: sobria, austera, risoluta, rigorosa (spesso impenetrabile), rigida, affidabile e coerente.

Lo storytelling della Merkel passa prima di tutto dal suo abbigliamento (fondamentale elemento della comunicazione non verbale) che ricalca tutti questi aggettivi senza la pretesa di valorizzare la propria morfologia corporea (come fa ben notare Karl Lagerfel, noto stilista che vanta collaborazioni con i brand prestigiosi. Infatti si  era candidato per darle una mano in questo senso)

Analizziamolo nel dettaglio:

  • Giacca: linea dritta e squadrata, tasche diagonali e 4 bottoni sempre chiusi, un vera e propria corazza che veicola sia la sua rigidità, spesso criticata, con la quale detta in politica il suo modus operandi agli altri paesi, ferma e decisa nei no, sia la sua austerità scegliendo sempre modelli semplici ed eleganti.
  • Pantalone: in un mondo di uomini come quello politico e in virtù di quanto detto prima sugli stereotipi, predilige il pantalone alla gonna per rimarcare le sue competenze. Un modello lineare e dritto, sobrio e senza fronzoli che dà solidità.

Predilige un modello dritto e non aderente che le permette di marciare dritta verso i suoi obiettivi concreti con rapidità.

 

  • Accessori: non ha bisogno di comunicare la sua identità con gli accessori. Si concede una collana di pietre dure ( parte integrante della divisa),  abbinata rigorosamente ai bottoni della giacca. Ma non è un vezzo bensì un ulteriore mezzo per veicolare i valori nazionali. Durante il giuramento per il  suo ultimo mandato la Merkel sfoggia una collana dei colori della bandiera tedesca su una giacca bianca (colore della purezza e della trasparenza che prende il posto del solito nero utilizzato durante i 3 giuramenti precedenti…quasi a voler sottolineare una rinascita, considerando il periodo di crisi che ha pervaso l’Europa in questi anni)
  • La scelta di indossare sempre questo completo rimanda ad un’idea di donna coerente, sempre uguale a se stessa e quindi affidabile e controllata, qualità riconosciute fondamentali per il ruolo che ricopre.

Non è la prima che sceglie di optare per una “divisa” per sopperire alla mancanza di tempo…è una costante in alcune  persone di successo. A differenza di Zuckerberg e Jobs, lei è ai vertici del mondo politico e non può permettersi maglioncini monocolore e jeans, deve comunque essere costantemente impeccabile, elegante e rigorosa come il ruolo che le compete.

  • L’acconciatura è l’unico elemento che ha avuto delle piccole modifiche nel corso degli anni: da un taglio  corto quasi maschile, ad un caschetto con frangia più femminile e romantico fino all’attuale taglio che definirei unisex. “Da quando ho tagliato i capelli, non se ne parla più” afferma la Merkel in un’intervista. Ed è proprio questo il suo obiettivo: non legarsi ad una identità di genere e quindi non si parli di lei come donna ma solo ed esclusivamente come politica.

    Acconciatura Angela Merkel

Dunque un abbigliamento dalle linee dure ma sempre ingentilito dai più disparati colori femminili. La scelta non è mai casuale ma ben ponderata rispetto le occasioni e il messaggio da veicolare. Sa perfettamente che il colore è la prima cosa che le persone vedono e arriva prima della nostra comunicazione verbale e, in base al messaggio che vuole dare, predilige un colore forte e deciso (enfatizzando i messaggi più “duri”) e più soft come i pastello (per smorzare i toni).

Per parlare in parlamento opta spesso per il nero, colore dell’eleganza ma anche del potere.

Preferisce un nobile azzurro polveroso per il G7 per comunicare equilibrio e pacatezza.

Per l’incontro con la Regina Elisabetta la vediamo indossare un luminoso pervinca, non a caso il colore della devozione e del lusso, che utilizza spesso per incontrare anche i capi di stato.

Sottolinea la sua stabilità di donna concreta con i piedi per terra con il rassicurante outfit sui toni del beige utilizzato qualche anno fa nell’incontro con Mario Monti.

La Merkel ha scelto a monte il suo stile e lo ha fatto per ricordare costantemente al mondo il suo ruolo da leader e i suoi valori e  direi che ci è proprio riuscita.

Uno stile unico e inconfondibile tanto da aver suscitato la creatività del graphic designer olandese Noortje van Eekelen che ha raccolto 90 immagini della Cancelliera con 90 giacche praticamente identiche ma con colorazioni diverse. Nasce così il “ Pantone Merkel”.

Ha fatto tutto da sola? Ma assolutamente no. Dietro all’immagine della Cancelliera c’è una un’altra donna che la segue dal suo primo mandato nel lontano 2005: Bettina Schoenbach.


La Merkel ci insegna che avere uno stile unico, riconoscibile e costante fa la differenza. La coerenza fra l’outfit e la propria personalità, il proprio valore e proprio ruolo ancora di più.

Quello che mi auguro profondamente è un ulteriore passo in avanti.

Sogno un mondo in cui non ci siano stereotipi di genere e si valutino le persone, donna o uomo che siano, solo in base a criteri comuni, alle competenze dimostrate e alle doti reali. 

Spero di vedere presto una donna ai vertici della politica Italiana, elegante, ben vestita e libera di esprimere la sua femminilità a 360 gradi.

 

 

A-FORCE: LA POTENZA DELL’ALLEANZA TRA DONNE

Da poche settimane in sala sta spopolando l’ultimo capitolo della saga degli Avengers che oltre a soddisfare le attese dei fedelissimi e affezionati del genere si fa portavoce di importanti novità

Prima fra tutte il ruolo delle donne.

 

Endgame introduce un nuovo modello vincente, le eroine, che meglio rispecchia le trasformazioni sociali epocali figlie del nostre tempo e attribuisce alle donne un ruolo nuovo, decisivo, senza privarle delle loro caratteristiche peculiari.

Sono donne potenti, capaci di cambiare il corso delle cose, ma per farlo non vengono snaturate del loro essere donne.

Nella battaglia finale (sorry per lo spoiler) le donne diventano assolute protagoniste in due differenti modi:

  1. In primo luogo scendono sul campo di battaglia. In contesti precedenti il ruolo della donna nella battaglia era legato all’uomo, ne era il supporto o il dolce pensiero in lontananza. Qui le donne combattono e lo fanno in qualità di supereroine, dotate di forza, bellezza, abilità, strategia.
  2. Le donne sono compatte. Nel momento topico della battaglia Captain Marvel torna dallo spazio e Tanos indicando lo schieramento di nemici pronti a sconfiggerla dice: “Non so se ce la farai”. La frase di minaccia, di derisione, di sconfitta preannunciata prelude a quella che invece sarà la svolta finale: arrivano le altre supereroine: “Lei non è sola”.

LEI NON E’ SOLA

Cosa possono fare le donne quando si alleano?

Molto, moltissimo, ma questo in cuor nostro forse lo sapevamo già.

Il vero slancio di emancipazione ben rappresentato da Endgame consiste nel raccontare quest’unione di donne in quanto donne.

Non hanno bisogno di somigliare agli uomini per mettere in campo una strategia vincente, non hanno bisogno di essere sgraziate e mascoline per esercitare un ruolo vincente con abilità e intelligenza, non hanno bisogno di essere colpite nel loro ruolo di donne e svuotate delle caratteristiche di bellezza, cura e sensualità per essere delle vere guerriere a abbattere i nemici nello scontro.

Questa è la vera battaglia vinta dalle supereroine di Endgame: quella culturale e sociale di una concezione della donna che non mette più in contrapposizione abilità e competenza con la cura di sé e l’attenzione alla propria immagine.

Sono donne che si uniscono perché si sono affrancate dalla schiavitù di quel legame tra donna e frivolezza che per secoli ha dominato il nostro panorama sociale e le ha volute competitive, diffidenti e poco alleate.

La donna sprigionata da Marvel è una donna moderna, nel pieno di sé, una donna che ha alimentato la propria persona dall’intelligenza alla cura del proprio aspetto, una donna in grado di comunicare se stessa nella sua pienezza senza farsi quegli sconti che altro non sono che il retaggio una società maschilista.

Grazie per questo splendido disegno di emancipazione e integrità, grazie a Marvel per aver finalmente sancito il legame solido e vincente tra donne che si sanno riconoscere perché accomunate in primo luogo dalla consapevolezza di saper comunicare il proprio sé pienamente.

Ma sappiamo perfettamente che c’è ancora tanto da fare e tanto da dire li fuori, nel mondo reale.

 

CON IL FREDDO ARRIVANO I COLLANT: sai scegliere quello giusto?

Opachi, decorati, floreali, chiari, scuri, velati o super coprenti, linea shaping o senza cuciture…un mare di possibilità per rendere gli outfit invernali dinamici e particolari.

Ma, come sempre, quando c’è tanta scelta, bisogna saper valutare bene e non acquistare solo seguendo l’istinto ma considerando il modello che più valorizza le proprie curve.


Velato o coprente?

Viene considerato velato il collant con 10, 20 o 30 denari. È un collant semi trasparente quindi tutto ciò che è sotto si vedrà perfettamente. A cosa mi riferisco? Ai peli, cara la mia principessa. Quindi se sei un amante della gamba  pelliccia naturale in inverno ( Aiutooooo!) non è da prendere in considerazione. Stesso consiglio per chi non ama far vedere i capillari e le vene bluastre che purtroppo a volte compaiono per problemi di circolazione.

Da preferire per completare un look elegante o business.

Il collant coprente è perfetto se ami indossare gonne anche corte soprattutto nei periodi più freddi dell’inverno perchè protegge abbastanza bene la gamba.

In particolare nelle tonalità più scure e opache snellisce e slancia la parte inferiore del corpo. Quindi donne Triangolo e Clessidre correte a farne una scorta.

Nella versione colorata è adatto agli outfit  smart e casual.


Uniforme o decorato?

Adoro i collant decorati. Da alcuni anni se ne trovano con applicazioni di tutti i tipi: dai brillantini alle perle, dai fiocchi ai nastri, dai fiori alle farfalle. Sono molto particolari e a volte anche difficili da abbinare. Perfetti se le gambe sono un tuo punto di forza e  vuoi attirare l’attenzione sulla parte inferiore del corpo.

Al contrario se i tuoi skinny biz sono concentrati nella parte superiore ( braccia e tronco sottile…) prediligi un collant di un unico colore.


Chiaro o scuro? Opaco o lucido?

La calza è una seconda pelle crea degli effetti ottici notevoli.

Il collant chiaro e lucido ha un effetto dilatante contrariamente a quello opaco e scuro che ha un effetto restringente.


Stampa grande o stampa piccola?

La stampa è un catalizzatore d’attenzione ( questa regola non è valida solo per il  collant ma in ogni capo). L’occhio cade esattamente dove la stampa viene posizionata amplificandone il volume.

La scelta della grandezza della stampa deve essere sempre proporzionata alla grandezza della parte che ricopre. Mi spiego meglio:

  • Su una gamba tornita sconsiglio di mettere stampe.
  • Una gamba molto sottile avrà bisogno di una stampa fitta e piccola. Una stampa grande rischierebbe di far apparire la gamba ancora più magra per via del contrasto.
  • Per una gamba di medie dimensioni, la stampa sarà di medie dimensioni.

Linee verticali o orizzontali?

Sappiamo tutti che la riga verticale slancia e snellisce mentre quella orizzontale dilata e accorcia.

Quindi se vuoi regalarti qualche cm evita di tagliare la gamba con le righe orizzontali come con il collant Parigina, prediligendo un motivo o lavorazione  verticale

 


Linea shaping o senza cuciture?

Hai qualche rotolino o un addome pronunciato?

La calza shaping andrà a compattare le zone critiche evitando l’effetto “salsiccia” se indossate con un tubino.

Se non hai il fianco tornito opta per i modelli senza cuciture. Ti dimenticherai di indossarle.

Quest’anno Calzedonia ha creato un collant senza cuciture con un fascione morbidissimo  in vita, talmente sottile da poterlo anche piegare su se stesso e indossare con gonne a vita bassa.


Consiglio Verticalizzante

Se il tuo obiettivo è quello di verticalizzare il più possibile la tua figura abbina sempre il colore della calzatura (meglio se a punta) a quello del collant. Quindi con un collant nero opta per una scarpa nera. Così facendo la calzatura diventerà il naturale proseguimento della tua gamba rendendola otticamente più lunga!!!!

Ps: Secondo le regole del Bon Ton la donna dovrebbe sempre indossare il collant nelle occasioni formali. Anche nei periodi estivi la gamba nuda non andrebbe mostrata prediligendo il collant nude.

Ma

tutte noi sappiamo che alcune “regole” possono essere felicemente ignorate a favore del buon gusto ( e il collant nude è la tomba del buon gusto a mio modesto parere) fatta  eccezione per Kate Middleton e similari!

 

A Presto!

“A BELLA” : COMPLIMENTO O MOLESTIA?

Ti è mai capitato di passeggiare in strada da sola o con un’amica ed essere costantemente commentata da uomini che ti spogliano con gli occhi? Come ti sei sentita?

In questi ultimi mesi il tema del “ commento/apprezzamento” in strada  ha attirato la mia attenzione più di una volta.

Questo non è un articolo, ma un vero e proprio sfogo che ha l’obiettivo, nel mio piccolo, di far capire quanto sia svilente, fastidioso, irritante e poco elegante quel commento idiota, lo sguardo che ti denuda e la “strombazzata di clacson” in auto ricevuti da alcuni uomini in strada.

Immagino che sia complicato trasmettere a parole questa sensazione a chi non la potrà mai provare realmente sulla sua pelle, ma da donna mi sento in dovere di farlo presente con tutti i mezzi che ho.

Tutto ciò che crea un forte senso di disagio e malessere è una molestia. Quindi quei commenti, quei clacson, quegli sguardi sono MOLESTIE.

“ Ma Ilaria che parolone, in fin dei conti è un complimento”…troppe volte mi hanno risposto così, quasi a giustificare quell’atteggiamento e minimizzare il mio stato d’animo…e la bile sale.

Quando un apprezzamento genera uno stato d’animo negativo perchè allusivo, volgare e fuori luogo è una molestia!!! E se la comunicazione è il suo risultato, tu uomo che ti permetti di osservarmi come una cosa e non come una persona ne devi prendere atto e assumertene la responsabilità. La responsabilità di essere uno sfigato mentalmente limitato che non è in grado di formulare un complimento elegante che al contrario potrebbe anche (forse) essere ricambiato da un sorriso e non da un violento dito medio alzato.

Quanto è facile poi, se si è in gruppo, commentare con parole inenarrabili una donna che attraversa la strada. Di più triste di uno sfigato c’è solo un branco di sfigati. L’unione fa la forza, vero? Mi faccio la fantasia che presi singolarmente non avreste neanche il coraggio di guardarci negli occhi. Allora ve lo meritate tutto il nostro sguardo di ribrezzo.

Sapete però cosa mi rende inquieta? Che in questa società, in cui si inneggia ad una parità di sessi, che nella realtà non esiste, una donna prima di decidere che outfit indossare per uscire di casa deve pensare molto bene a dove andrà o che strade percorrerà. Ancora oggi una gonna un po’ sopra il ginocchio indossata da una donna con delle belle gambe dà il permesso all’uomo che la guarda di commentare, con riferimenti sessuali in maniera ancora più inopportuna e volgare.

E cosa succede? Che alcune di noi si limitano nel vestire…io per prima perchè stanche di sentirci carne da macello. Naturalmente la soluzione non è uscire di casa ricoperte da infiniti strati di tessuto. Guai a ribaltare la responsabilità di ciò che accade sulla donna che decide di percorrere un pomeriggio all’aria aperta vestita come più si sente a proprio agio. E vi invito a guardare il video a questo link (https://www.youtube.com/watch?v=b1XGPvbWn0A)  per capire che non è assolutamente l’abito a fare la differenza. La ragazza del video ha una maglia accollata ed un pantalone nero con scarpe da ginnastica eppure in 10 ore ha ricevuto più di 100 molestie.

Ignorare questa questione abituandoci ad uno stato di disagio che molto spesso ci pervade nel camminare in strada non cambierà le cose. Bisogna parlarne, reagire a questi buzzurri, educare i nostri figli maschi insegnandogli il peso delle parole e il potere delle conseguenze.

Con questo non voglio di certo fare di tutta l’erba un fascio perchè non è assolutamente così. Sono consapevole che la categoria dei “ molestatori” sia una minoranza.  Esistono, vedo e conosco uomini che non si permetterebbero mai di abbassarsi a tale livello e mi rivolgo proprio a voi: quando sentite commentare un uomo vicino a voi o un vostro amico INTERVENITE, fermateli! Cercate di farli ragionare sulla bassezza di tale comportamento. Mi dispiace dirlo ma chi non lo fa ne è automaticamente complice.

Io però ho speranza, credo veramente che le cose possano cambiare e il racconto di un esercizio svolto da diverse decine di uomini durante un seminario dedicato alla crescita personale di un noto formatore italiano me ne ha dato la certezza. L’esercizio consisteva in uno scambio di ruoli tra uomo e donna ambientato in una discoteca. La prima indicazione data al pubblico maschile che impersonificava la donna era quello di togliersi la maglietta e restare per tutta la durata dell’esercizio ( circa 2 ore ) a dorso nudo. Le donne nelle vesti degli uomini si dovevano comportare come tali e quindi nel caso ci fosse stato un interesse, dovevano guardare e corteggiare la persona che più le attirava.

Questo esercizio l’ha fatto anche mio marito che al termine mi ha chiamato raccontandomi di aver vissuto uno dei momenti più imbarazzanti, irritanti e formativi allo stesso tempo. Lui  fa parte di quel ristretto gruppo di uomini galanti, raffinati, amanti del bello e dell’educazione (e infatti l’ho sposato per toglierlo il prima possibile dal mercato ahaha) non commenta volgarmente le donne che gli passano vicino ( al massimo insieme ammiriamo chi abbiamo davanti), ha capito quanto sia fastidioso essere avvicinati e commentati…quanto ci si senta nudi a volte di fronte ad alcuni sguardi in grado di sfilarti la maglietta. Da quel giorno non ha più messo in dubbio il mio fastidio verso i commenti che ricevo in strada.

Questo problema purtroppo lo riscontro tantissimo tra le mie clienti in particolar modo nel mondo del lavoro. Seguo da alcuni mesi una giornalista ghettizzata perchè molto avvenente e sensuale nei modi. “ Troppo bella e sexy per fare la giornalista” Questo è quello che si sente dire da anni. Costretta a nascondere il suo corpo per continuare a svolgere il lavoro per cui ha studiato e che ama. Eppure è una donna laureata, colta, molto impegnata nel sociale,  con lo sguardo sempre rivolto ai bambini dei paesi della Siria. Ma per l’ambiente in cui lavora questo conta meno rispetto al suo aspetto che risulta sempre in primo piano.

Voi non avete idea di quanto mi sia pesato dirle che, ancora oggi nel 2018, una donna venga considerata ancora prima un corpo e poi una persona pensante e di valore. Voi non avete idea di quanto sia straziante per me quando nel suo armadio, creando gli outfit da lavoro con i capi presenti, ho dovuto scartare tutti i top un po’ più scollati o le gonne sopra il ginocchio.  Perché l’ho fatto? Perchè per lei il gioco vale la candela. E come darle torto, in ballo c’era il suo amato lavoro.

Tutto questo però è inammissibile e mi fa contorcere lo stomaco.

Ma poi, una curiosità: dopo aver commentato o attirato l’attenzione in maniera negativa di una donna questa è mai venuta a cena con voi? Credo di no. E non vi lamentate se alziamo in risposta il dito medio…ve lo meritate sfigati!

LA CINTURA E’ VERAMENTE UN ACCESSORIO?

I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.

(Leonardo da Vinci).


Certa che Leonardo da Vinci non si riferisse ai capi d’abbigliamento, sulla scia dell’articolo precedente, continuo a parlarvi di un altro accessorio molto importante: la Cintura.

Anche se rientra nella categoria degli accessori (quindi un oggetto “in più” ) a parer mio, la cintura è indispensabile e non si può uscire di casa senza.

Sottile, larga, decorata, semplice: la cintura è fondamentale per completare dignitosamente un outfit e renderlo interessante e curato.

Le mie Principesse lo sanno bene e ogni volta che, sbirciando nei loro profili social, le becco senza cintura, la sgridata è assicurata.

Qual è la funzione principale della cintura ?

Quella di tenere il pantalone o la gonna nella giusta posizione evitando che i naturali movimenti del corpo spostino il capo (lasciando, molto spesso, alla vista del mondo, le beltà del fondoschiena…e che Dio ci aiuti!).

 

Sarebbe però riduttivo utilizzare la cintura solo per lo scopo di supporto per cui è nata.

La cintura, oltre ad essere un elemento decorativo, utilizzata nel modo corretto contribuisce a creare diversi effetti ottici che possono valorizzare il corpo.

Vediamone alcuni:

BILANCIA LE PROPORZIONI

La cintura è un catalizzatore d’attenzione, quindi, come per le stampe, la borsa, ecc, va posizionata nelle parti più sottili e snelle del corpo.

Inoltre, ogni morfologia corporea può essere bilanciata nei volumi posizionando la cintura in alcuni punti strategici ( se vuoi individuare la tua morfologia corporea, leggi l’articolo che trovi qui).

Donna Cerchio

 

 

DONNA CERCHIO: indossala sotto il seno su un abito o una blusa prediligendo i modelli sottili e semplici. Questo escamotage ti permetterà di allontanare otticamente il seno dalla pancia risultando nel complesso più slanciata.

 

Donna Triangolo

 

DONNA TRIANGOLO: per bilanciare la parte superiore più snella con quella inferiore più tornita puoi far convergere l’attenzione sul punto vita sottolineandolo con una cintura di medie o grandi dimensioni decorata e colorata. Se il tuo punto vita è più alto del normale ed è più vicino al seno ( Donna Trapezio), il posizionamento della cintura andrà a ricollocare il punto vita nella giusta posizione.

Donna Clessidra

 

DONNA CLESSIDRA: per te la cintura è un must have. La naturale morbidezza delle tue curve e il tuo punto vita stretto verranno esaltate al massimo da una cintura alta in vita. Ottimo abbinamento con il tubino o con la gonna a corolla o pantalone palazzo a  vita alta

La larghezza della cintura dovrà essere proporzionata al corpo.

Farai girare la testa!

 

 

Triangolo Inverso

DONNA TRIANGOLO INVERSO:  una cintura doppia posizionata sul fianco ti aiuta a focalizzare l’attenzione verso il basso distogliendo lo sguardo dalle spalle più larghe. Per te che hai il fianco asciutto è indispensabile la classica cintura da infilare nei passanti della  gonna e soprattutto del pantalone slim rigorosamente a vita bassa per non incorrere in cali improvvisi e sorrisi verticali in bella mostra!

 

Donna Rettangolo

 

DONNA RETTANGOLO: curve non ne abbiamo, ma niente paura! Le creiamo. La cintura è un validissimo “crea curve”. Abbinata ad un abito morbido creerà  delle sblusature con effetto movimento e non rischierai di apparire una scopa vestita. Soprattutto se sei minuta opta per delle cinture piccole e decorate. Una cintura molto grande potrebbe farti apparire molto più piccola.

 

MODIFICA LE MISURE VERTICALI

  • Spezza la figura. Sei troppo alta?  E qualcuna si starà chiedendo “Ma da  quando in qua l’altezza è un problema?”. Vi garantisco che non tutte vivono bene un’altezza  fuori dal comune. Se hai il complesso della giraffa, oltre a giocare con la sovrapposizione di capi e colori, sfrutta le cinture con più fibbie per creare tante righe orizzontali anche di un colore a contrasto con l’outfit. Stesso consiglio vale per le donne con il busto lungo.
  • Verticalizza. Sei bassina? La cintura con elementi verticali, come le frange o le catenelle, ti aiuterà a sembrare qualche centimetro più alta.

COMPLETA L’OUTFIT E LO RENDE CURATO

Oltre ad essere un accessorio funzionale, la cintura è un bellissimo elemento  decorativo che completa l’outfit. Mi fa male vedere il passante di un pantalone solo soletto…a rigor di logica se c’è un passante qualcosa ci dovrebbe passare. L’effetto che si ottiene non mettendo la cinta è quello di apparire “spoglie”.

Lo scorso anno sono tornate prepotentemente in voga le cinture gioiello, le cinture-marsupio (che amo), le cinture elastiche da indossare anche sopra il capospalla o sopra un bel foulard lasciato lungo sul fianco o la cintura corsetto da indossare anche sul tailleur per renderlo più smart ( negli ambienti formali opta per cinture con fibbie piccole: risultano più eleganti)…insomma ce n’è per tutti i gusti e stili. Perchè non sfruttarle per rendere particolare e curato il proprio outfit?

 

Un’accortezza: se la cintura è consumata significa che ha fatto il suo tempo. Comprane una nuova!

 

CONSIGLIO: Se nell’armadio hai solo cinture da fianco e quindi troppo lunghe da mettere in vita divertiti ad annodarle in tanti modi. Eccone alcuni

 

 

Piccola curiosità: la  cintura è indossata correttamente quando si annoda o si aggancia nel foro centrale e, infilandola in senso orario, la fibbia punta a sinistra e la linguetta a destra…dettaglio che spesso e volentieri dimentico e sbaglio anche io…e va beh!

A Presto

LO STILE E’ NELLA REGOLA, NON NELL’ECCEZIONE

Credo che pretendere la perfezione da  se stessi e dagli altri sia un esercizio stressante e non faccia bene a nessuno…allo stesso tempo penso che avere un aspetto dignitoso e curato sia importante per non crearsi, e generare ad altri, stati di stress.

Mi spiego meglio: molti ancora oggi pensano che ciò che si indossa la mattina prima di uscire sia una formalità, una scelta dettata dalle convenzioni sociali. La verità è che ciò che indossiamo e la percezione che abbiamo di noi stesse allo specchio condiziona il nostro stato d’animo sempre. Ti faccio un esempio: Una tua amica ti invita a cena fuori. Dopo una giornata stancante di lavoro sei indecisa tra il restare a casa comodamente stravaccata sul divano o accettare di uscire. La tua amica è insistente, le hai dato già diverse buche e alla fine vai ma…la pigrizia prende il sopravvento e decidi di infilare le prime cose che ti capitano sotto mano: pantalone larghettone, t-shirt (con piccola macchietta di sugo delle polpette di nonna “ Ma che fa neanche si vede”…) e scarpe da ginnastica, zainetto “ tanto è una cena tra amiche, chi se ne importa”..metti il navigatore e arrivi all’indirizzo indicato. Panico paura: è un locale pieno di persone tirate a puntino, la ragazza più sciatta ha il tacco 10. Che fai? Scendi dalla macchina o torni a casa a cambiarti? E se scendi dalla macchina quanto ti sentirai a tuo agio?

Beh a questo punto ci sarà sicuramente qualche impavida che mi scriverà: “a me non interessa nulla…anche se sono palesemente fuori luogo non è un problema”. Ok faccio finta di crederci e ti dico anche brava.

Con tutte le altre, che come me non amano provare disagio, invece voglio condividere i miei principi cardine (ahahaha) sulle persone di stile che spunto mentalmente ogni volta che esco di casa.

 

  • La mediocrità è una storia triste. Cedere alla pigrizia del momento indossando la prima cosa che tirate fuori dall’armadio difficilmente ti farà sentire bene. Un look trasandato comunica questo di te, mentre un outfit pensato e ragionato ti farà sentire sicura e tranquilla. Quindi non accontentarti.

 

  • Valorizzarsi è sempre una buona idea: tutte abbiamo dei piccoli difetti ma sicuramente ne abbiamo anche dei punti di forza. Impara a riconoscerli e a valorizzarli.

           E basta focalizzarti solo su ciò che hai di troppo o di troppo poco…è noioso!

  • Comunica il tuo valore: che sia in un bar per un caffè, che durante un appuntamento di lavoro fa sì che il tuo abbigliamento parli di te e delle tue qualità. Come si fa? Anzitutto imparando ad eccellere nella cura del proprio outfit. Prima di uscire di casa controlla che non ci siano fili penzolanti dalla blusa o bottoni lenti o staccati dalla camicia, macchie sulla gonna, pantaloni stropicciati e soprattutto scarpe sporche. Essere impeccabile deve diventare un’ abitudine.

 

  • Il Guardaroba è un tuo alleato: se hai un guardaroba funzionale, con capi intelligenti e valorizzanti nel modello e nei colori, sarà veramente difficile non essere soddisfatti del look scelto. E se non lo sei? Beh inizia subito a distruggere, disintegrare, dare fuoco (metaforicamente eh!, insomma eliminare tutti quei vestiti che potrebbero farti cadere nella trappola della pigrizia e della sciatteria.

 

  • I pezzi accento ovvero gli accessori: un buon guardaroba è composto per il 40% da accessori, che oltre ad arricchire e diversificare lo stesso outfit sono dei veri e propri mezzi che parlano di te e della tua personalità in modo delicato e discreto.

 

  • Non stancarti mai di imparare. Lo stile si crea con il tempo e si migliora strada facendo. Le persone di stile hanno sempre le antenne dritte e osservano, studiano e sanno prendere spunti.Quindi quando esci di casa, anche se vai sempre di corsa, non guardare a terra ma guarda le persone intorno a te..e se c’è qualcuno che ha fatto un abbinamento geniale appuntatelo.

Le persone di stile non si stancano mai di imparare

 

Vi saluto con un aforisma a cui sono molto legata e in cui credi profondamente

 

A presto

 

 

IL PROPRIO STILE VA RISPETTATO

Questo articolo nasce da alcune richieste “strampalate” di clienti che ho seguito, che ho scelto di non seguire o che stanno iniziando proprio in questi giorni il percorso Buongiorno Principessa. Riguardano lo stile.

Le richieste che vanno per la maggiore sono: “ Non mi piace il mio stile, voglio totalmente cambiarlo” oppure “ Non ho uno stile, vorrei averne uno”.

Magari sarà capitato anche a te di non essere soddisfatta del tuo stile o addirittura credere di non averne uno.

L’errore che a volte si compie è confondere lo stile con il gusto. Quante volte ti è capitato di scegliere quell’accessorio o acquistare quell’abito perché ti piaceva da impazzire e poi non averlo mai messo? Se guardi dentro l’armadio quanti capi hanno ancora il cartellino?

Al contrario ti sarà capitato di indossare quel maglioncino fino al suo completo logorio. Confermi?

Qual’è la differenza? L’abito l’hai acquistato spinta dal “ Mi piace quindi lo prendo”, il maglioncino invece l’hai acquistato perchè era nel tuo stile.

Il fatto che un capo ci piaccia non significa necessariamente  che è nel nostro stile. Ricorda che se non è nel tuo stile NON LO METTERAI MAI perchè non ti sentirai mai completamente a tuo agio. Altro rischio che si corre nell’acquistare “ fuori stile” è di avere ogni giorno uno stile diverso e non riconoscersi mai davvero in nessuno.

Ma allora cos’è lo stile? Rispondo con una citazione  di Rachel Zoe che condivido totalmente: “ Style is a way to say who you are without having to speak”

“Ilaria, ma io uno stile non c’è l’ho” Errore!!! Tutte noi abbiamo uno stile più o meno evidente…solo che tante non sanno di averlo. Se fai parte di questa categoria allora ti ritrovi perfettamente nella descrizione fatta precedentemente: hai tanti capi, anche belli, che però non hai mai indossato e che hanno  ancora il cartellino!

La buona notizia è che ,se il buon gusto è difficile da imparare, lo stile è un insieme di caratteristiche (modelli maggiormente utilizzati, colori, abbinamenti, utilizzo di accessori, make up, acconciatura,…) individuabili tramite la giusta analisi.

 

Questo è un esempio visivo di ciò che ti ho detto fino ad ora: ci sono 2 donne che indossano entrambe un Tailleur: giacca, pantalone, blusa bianca, maxi bag e scarpa bassa. La prima ha uno stile elegante la seconda più sportiva. Quindi:

Non è cosa indossi ma è il modo in cui lo fai che determina uno stile.

L’analisi dello stile fa parte delle 4 consulenze basilari per una corretta consulenza d’immagine ed è imprescindibile soprattutto per un giusto ed appagante shopping.

Lo stile non si crea dall’oggi al domani ma si crea con il tempo.

Giorgio Armani diceva: “La moda è quella che viene suggerita e che spesso è meglio evitare, lo stile invece quello che ciascuno ha e deve conservare nell’arco della sua vita.”

Lo stile si crea con il tempo, non è possibile stravolgerlo in una giornata e per la maggior parte di noi resterà invariato per tutta la vita.  Capite bene perchè sia importante rispettarlo e al massimo metterlo a puntino e migliorarlo.

Non ti sentirai mai bene e a tuo agio nei panni di un’altra.

Si può avere uno stile pratico ma essere ugualmente elegante. Puoi avere uno stile femminile e indossare dei capi  sportivi. Non farà la differenza il capo indossato ma le caratteristiche dello stesso. Quindi, prima di fare un acquisto, sarà fondamentale capire se quel capo ha le caratteristiche del tuo stile.

Ecco perché, alla richiesta di stravolgere totalmente il proprio stile io rispondo di NO. L’unica azione intelligente e sensata da fare è analizzarlo, capirlo e perfezionarlo.

Proprio per questo nell’articolo precedente mi chiedevo se era cosa giusta imporre tante limitazioni ai ragazzi nell’abbigliamento ( se l’hai perso puoi leggerlo qui). Le persone che nel periodo dell’adolescenza hanno indossato solo divise, o hanno vissuto con genitori che non hanno permesso loro di sperimentare, giocare e anche sbagliare con l’abbigliamento, hanno molta difficoltà a riconoscersi in uno stile  preciso perchè non sono riusciti a crearne uno coerente con la propria persona e personalità e si sono scontrati, solo in età adulta con la libertà di poter decidere, senza averne le capacità.

Altro punto importante:

Lo stile non lo decreta la moda.

“La moda non deve mai decidere chi sei. È lo stile a decidere chi sei.” Diceva Quentin Crisp

L’abbigliamento deve parlare di noi.

La moda cambia molto velocemente ( seguirla assiduamente richiederebbe un investimento economico veramente importante ogni singola stagione) noi no! Il nostro cambiamento ( quando e se avviene) è molto lento. Rincorrere il capo di tendenza a tutti i costi è pazzia,  e il risultato che ne avresti sarebbe assolutamente impersonale rischiando di creare un’ immagine di sé falzata, volubile e poco credibile. Lo stile ci rende riconoscibili, è parte integrante di te e parla della tua personalità. Riconoscerlo e rispettarlo è molto importante per la gestione della tua immagine privata e pubblica.

 

E infatti riprendendo sempre spunto da una famosa citazione di Émilie du Châtelet “Le donne sciocche seguono la moda, le pretenziose l’esagerano; ma le donne di buon gusto vengono a patti con essa” . E questa è un’altra buona notizia perché  se è vero che il buon gusto non te lo può insegnare nessuna, è anche vero che una volta individuato il tuo stile sarà molto più facile acquistare capi di buon gusto.

Il tuo stile lo individui solo quando fai pace con te stessa davanti allo specchio e inizi a focalizzarti prima di tutto su ciò che di bello hai, non “flagellandoti” per ciò che ti manca

 

Concludendo:

Il proprio stile va rispettato a prescindere dalle mode o influenze esterne.

 

Quindi se non ti riconosci uno stile, o non sei pienamente soddisfatta di quello che hai, o non sai dove andare a fare acquisti che rispecchiano il tuo stile contattami e sarò felice di aiutarti.

 

A Presto!

E’ GIUSTO IMPORRE UN DRESS CODE?

Come consuetudine, lunedì mattina, mentre accompagnavo il mio gnappetto a scuola, immersa nel traffico di Roma nell’orario di punta, ascoltavo il trio medusa su radio Deejay (qui trovi il podcast). E di cosa si parlava? Di Dress code, in particolare del corretto Dress Code a scuola.

Outfit bocciato dal Donatelli Pascal

Infatti, in alcune scuole superiori di Milano, con l’arrivo del primo caldo sono state imposte alcune limitazioni nell’abbigliamento. Ad esempio: all’Istituto Istituto Classico Gentileschi è stato richiesto di non indossare in classe cappelli da rapper o i  jeans con troppi strappi; All’ Itis  Feltrinelli vietano l’utilizzo di qualsiasi scarpa aperta come sandali, ciabatte e infradito. Al Donatelli Pascal non vengono viste di buon occhio minigonne e gli shorts e nel caso il messaggio non fosse chiaro, un preside di un altro istituto superiore ha provveduto a  divulgare una circolare con disegni precisi raffiguranti studenti stilizzati abbigliati adeguatamente con indicazioni grafiche su cosa indossare nel dettaglio, come ad esempio la lunghezza minima della gonna o il grado di trasparenza del leggings ammesso.

Niente scarpe aperte all’Itis Feltrinelli

 

 

Se da un lato mi trovo d’accordo con questi presidi, dall’altro credo profondamente che limitare un ragazzo proprio in quell’età sia assolutamente sbagliato.

Vietati i pantaloni molto strappati al Gentileschi

Dall’adolescenza fino ai 20 anni circa, i ragazzi sono  molto attenti al mondo che li circonda: gli amici, l’ambiente, la televisione e soprattutto la moda condizionano marcatamente il proprio modo di vestire.

Ci siamo passati tutti e non ci sarà nessun parere, anche se autorevole, che possa modificare questa tendenza…ma in fondo è giusto così, non esiste un vero e proprio stile da consigliare a questa età. E’ il periodo in cui si può osare ed è  proprio grazie alla sperimentazione di tanti stili che alla fine individueranno il proprio mood ( che non sarà mai definitivo), il proprio gusto personale che ne rispecchierà la personalità.

 

Questo naturalmente non può esimersi dal rispetto dei principi cardine del saper vestire:

  • Buon senso
  • Decoro
  • Semplicità e naturalezza
  • Unicità (di se stessi e non del capo, naturalmente)
  • Personalità

 

Se in alcuni licei si è più permissivi, come il Carducci, in altri, come il Cadorna, si spinge ed incita i ragazzi a comunicare la propria personalità anche attraverso l’abbigliamento sconsigliando l’omologazione o l’imitazione di personaggi pubblici famosi (i rapper in particolare). Quindi al Cadorna mi sentirei a casa con un preside così!

Il messaggio che mi piacerebbe passasse anche a scuola è: sii te stesso partendo dal presupposto che molto probabilmente ci sarà sempre qualcuno che ti punterà il dito e vorrà esprimersi riguardo alla tua esteriorità, ma se già da molto giovani imparassimo  ad essere adeguati e giusti solo ai nostri, fregandocene un po’ di quello che l’altro pensa, sicuramente avremmo persone meno frustrate in circolazione.

Beh comunque ora è abbastanza facile per me parlare, il mio Leo ha ancora 6 anni e si fida ancora delle mie scelte “stilistiche”…riparliamone tra 7 o 8 anni quando,  forse, dovrò girarmi dall’altro lato per non vedere come uscirà conciato!

 

Speriamo bene!!!!