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Comunicazione non verbale

ATTENTA A QUEI CAPELLI!

Non è solo il colore a svelare piccoli tratti della nostra personalità. Il taglio e l’acconciatura hanno un peso importante nel veicolare messaggi e indizi su chi siamo e cosa vogliamo.

 

Il TAGLIO

L’esperta di fisiognomica Jean Haner afferma  che “ il taglio di capelli rivela aspetti della tua personalità”.

Vediamone alcuni:

Capelli Lunghi

I capelli  rappresentano la parte del corpo più vicina ai pensieri.Secondo gli Indiani Navajo all’altezza dell’attaccatura ci sono quelli più recenti, le punte invece trattengono i pensieri del passato. Quindi secondo questa popolazione portarli lunghi significa avere memoria.

Chi porta i capelli molto lunghi, come me, sa  benissimo che non possono essere lasciati allo stato brado e bisogna averne una cura costante. Proprio per questo i capelli lunghi e curati comunicano una grande forza di volontà, attenzione al dettaglio e femminilità gentile.

Taglio Medio

La donna con il taglio medio, secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Social Psychology viene preferita dagli uomini. La giusta via di mezzo tra femminilità e grinta. Questo è il taglio dell’equilibrio ma comunica anche la propensione all’agire a discapito del pensare, al raggiungere l’obiettivo in poco tempo. Tra le doti riconosciute alle donne con un taglio medio vengono riconosciute la competitività e la schiettezza.

Taglio Corto

Libera e grintosa, indipendente, pratica, coraggiosa  e dal temperamento maschile. Infatti molto spesso le protagoniste dei film d’azione hanno i capelli corti o addirittura rasati. Impossibile dimenticare la scena  nel soldato Jane in cui Demi Moore rasa completamente la testa quasi a voler rinnegare la sua natura di donna. I tagli corti mettono in primo piano il viso fino a simboleggiare una sincerità disarmante ed unica.

Taglio alternativo:

Creste, rasta, rasature matte, rimandano ad una personalità creativa, forte, dirompente e anticonformista. Queste non sono più acconciature, ma un vero e proprio  manifesto della propria personalità. Mi piacciono molto, ma nel mondo del lavoro sono difficilmente accettate.

Molto spesso quando una donna decide di dare un taglio netto alla chioma ha bisogno di staccare velocemente dal passato. Questo crea sempre un po’ di confusione ed incertezza in chi ci sta accanto, ma molto spesso funziona.

LE ACCONCIATURE

 

Liscio: rimanda alla calma, all’ordine, alla precisione e capacità gestionale.

Riccio: ribelle, imprevedibile, divertente e dinamica. Il riccio ha bisogno di essere molto curato per risultare ordinato.

Boccoloso: stile romantico e iperfemminile che rimanda ad una personalità sensibile e a volte  ingenua.

Raccolto: rimanda ad una personalità rivolta agli obiettivi, razionale e concreta. Pensa ad Andy la protagonista del Diavolo veste Prada: nelle scene iniziali opta per una acconciatura naturale in linea con il personaggio (creativa, impacciata, disordinata e libera). Parallelamente alla trasformazione del look cambia anche l’acconciatura prediligendo il raccolto, o il semi raccolto, perfetta per il ruolo di assistente.

Acconciatura molto elaborata: potresti risultare eccessivamente autocritica, ansiosa e troppo attenta all’apparenza (e quindi frivola e vanitosa). L’acconciatura molto elaborata diventa la protagonista della scena rapendo l’attenzione totale  dell’interlocutore e le tue parole passerebbero in secondo piano (=perdita di potere comunicativo: male male!)

 

Come curare in generale i capelli?

Beh intanto è bene mantenere i capelli puliti, ordinati e sani. Lo sporco e il capello sfibrato fanno pensare ad una persona non in salute. Ancor peggio, il capello crespo, arruffato o con una bella ricrescita, rimanda alla confusione mentale o ad una scarsa propensione verso l’organizzazione del proprio tempo. Sarà più difficile ricevere offerte di  lavoro o delle belle opportunità. Non trovi?

 

Quanto a me direi che sono un caso patologico. La mia è quasi un’ossessione per i capelli perchè hanno una grande influenza sul mio stato d’animo. Quando sono giù di morale, mi basta andare sotto la doccia,  lavarli e asciugarli per farmi tornare il sorriso. Li percepisco come una sorta di mascherina profumata anti puzza quando cammino in strade trafficate piene di macchine o come strumento di concentrazione quando li attorciglio tra le dita…per me sono realmente un’estensione della mia testa e li amo tantissimo.

 

Tu domani come pettinerai i tuoi capelli?

 

A presto

 

IL PROPRIO STILE VA RISPETTATO

Questo articolo nasce da alcune richieste “strampalate” di clienti che ho seguito, che ho scelto di non seguire o che stanno iniziando proprio in questi giorni il percorso Buongiorno Principessa. Riguardano lo stile.

Le richieste che vanno per la maggiore sono: “ Non mi piace il mio stile, voglio totalmente cambiarlo” oppure “ Non ho uno stile, vorrei averne uno”.

Magari sarà capitato anche a te di non essere soddisfatta del tuo stile o addirittura credere di non averne uno.

L’errore che a volte si compie è confondere lo stile con il gusto. Quante volte ti è capitato di scegliere quell’accessorio o acquistare quell’abito perché ti piaceva da impazzire e poi non averlo mai messo? Se guardi dentro l’armadio quanti capi hanno ancora il cartellino?

Al contrario ti sarà capitato di indossare quel maglioncino fino al suo completo logorio. Confermi?

Qual’è la differenza? L’abito l’hai acquistato spinta dal “ Mi piace quindi lo prendo”, il maglioncino invece l’hai acquistato perchè era nel tuo stile.

Il fatto che un capo ci piaccia non significa necessariamente  che è nel nostro stile. Ricorda che se non è nel tuo stile NON LO METTERAI MAI perchè non ti sentirai mai completamente a tuo agio. Altro rischio che si corre nell’acquistare “ fuori stile” è di avere ogni giorno uno stile diverso e non riconoscersi mai davvero in nessuno.

Ma allora cos’è lo stile? Rispondo con una citazione  di Rachel Zoe che condivido totalmente: “ Style is a way to say who you are without having to speak”

“Ilaria, ma io uno stile non c’è l’ho” Errore!!! Tutte noi abbiamo uno stile più o meno evidente…solo che tante non sanno di averlo. Se fai parte di questa categoria allora ti ritrovi perfettamente nella descrizione fatta precedentemente: hai tanti capi, anche belli, che però non hai mai indossato e che hanno  ancora il cartellino!

La buona notizia è che ,se il buon gusto è difficile da imparare, lo stile è un insieme di caratteristiche (modelli maggiormente utilizzati, colori, abbinamenti, utilizzo di accessori, make up, acconciatura,…) individuabili tramite la giusta analisi.

 

Questo è un esempio visivo di ciò che ti ho detto fino ad ora: ci sono 2 donne che indossano entrambe un Tailleur: giacca, pantalone, blusa bianca, maxi bag e scarpa bassa. La prima ha uno stile elegante la seconda più sportiva. Quindi:

Non è cosa indossi ma è il modo in cui lo fai che determina uno stile.

L’analisi dello stile fa parte delle 4 consulenze basilari per una corretta consulenza d’immagine ed è imprescindibile soprattutto per un giusto ed appagante shopping.

Lo stile non si crea dall’oggi al domani ma si crea con il tempo.

Giorgio Armani diceva: “La moda è quella che viene suggerita e che spesso è meglio evitare, lo stile invece quello che ciascuno ha e deve conservare nell’arco della sua vita.”

Lo stile si crea con il tempo, non è possibile stravolgerlo in una giornata e per la maggior parte di noi resterà invariato per tutta la vita.  Capite bene perchè sia importante rispettarlo e al massimo metterlo a puntino e migliorarlo.

Non ti sentirai mai bene e a tuo agio nei panni di un’altra.

Si può avere uno stile pratico ma essere ugualmente elegante. Puoi avere uno stile femminile e indossare dei capi  sportivi. Non farà la differenza il capo indossato ma le caratteristiche dello stesso. Quindi, prima di fare un acquisto, sarà fondamentale capire se quel capo ha le caratteristiche del tuo stile.

Ecco perché, alla richiesta di stravolgere totalmente il proprio stile io rispondo di NO. L’unica azione intelligente e sensata da fare è analizzarlo, capirlo e perfezionarlo.

Proprio per questo nell’articolo precedente mi chiedevo se era cosa giusta imporre tante limitazioni ai ragazzi nell’abbigliamento ( se l’hai perso puoi leggerlo qui). Le persone che nel periodo dell’adolescenza hanno indossato solo divise, o hanno vissuto con genitori che non hanno permesso loro di sperimentare, giocare e anche sbagliare con l’abbigliamento, hanno molta difficoltà a riconoscersi in uno stile  preciso perchè non sono riusciti a crearne uno coerente con la propria persona e personalità e si sono scontrati, solo in età adulta con la libertà di poter decidere, senza averne le capacità.

Altro punto importante:

Lo stile non lo decreta la moda.

“La moda non deve mai decidere chi sei. È lo stile a decidere chi sei.” Diceva Quentin Crisp

L’abbigliamento deve parlare di noi.

La moda cambia molto velocemente ( seguirla assiduamente richiederebbe un investimento economico veramente importante ogni singola stagione) noi no! Il nostro cambiamento ( quando e se avviene) è molto lento. Rincorrere il capo di tendenza a tutti i costi è pazzia,  e il risultato che ne avresti sarebbe assolutamente impersonale rischiando di creare un’ immagine di sé falzata, volubile e poco credibile. Lo stile ci rende riconoscibili, è parte integrante di te e parla della tua personalità. Riconoscerlo e rispettarlo è molto importante per la gestione della tua immagine privata e pubblica.

 

E infatti riprendendo sempre spunto da una famosa citazione di Émilie du Châtelet “Le donne sciocche seguono la moda, le pretenziose l’esagerano; ma le donne di buon gusto vengono a patti con essa” . E questa è un’altra buona notizia perché  se è vero che il buon gusto non te lo può insegnare nessuna, è anche vero che una volta individuato il tuo stile sarà molto più facile acquistare capi di buon gusto.

Il tuo stile lo individui solo quando fai pace con te stessa davanti allo specchio e inizi a focalizzarti prima di tutto su ciò che di bello hai, non “flagellandoti” per ciò che ti manca

 

Concludendo:

Il proprio stile va rispettato a prescindere dalle mode o influenze esterne.

 

Quindi se non ti riconosci uno stile, o non sei pienamente soddisfatta di quello che hai, o non sai dove andare a fare acquisti che rispecchiano il tuo stile contattami e sarò felice di aiutarti.

 

A Presto!

Al Di Là del Carnevale.

L’abito fa il monaco?

Un enigma ancora non risolto e insolito da porsi proprio oggi, martedì grasso, ultimo giorno di carnevale, una delle ricorrenze più contagiose. Grazie all’utilizzo della maschera tutto sembra permesso.

Sin dalle sue origini il Carnevale  grazie all’espediente del travestimento, mette tutti sullo stesso piano: grandi e bambini, ricchi e poveri, colti e ignoranti.  Indossare una maschera ha il potere di far cadere le inibizioni, ci rende liberi dal personaggio che ci siamo creati, dalla monotonia, dai ruoli e anche dalla routine della vita: la donna in carriera, la mamma, la moglie, l’amica . Per un giorno o per poche ore hai la possibilità di essere qualcun altro e uscire dai tuoi panni,  wowwwww che sensazione!

Ci si sente autorizzati a trasformarsi in qualcuno che il giorno dopo non esisterà più. Questa libertà è magnetica ed esercita, su alcuni di più e su altri meno, sempre una certo fascino.  

Ma in fin dei conti quello che facciamo ogni mattina non è un carnevale?

Ogni mattina pensando alla giornata che abbiamo davanti ci vestiamo in base al ruolo che dovremo ricoprire: lavoro, palestra, mamma, moglie, etc.

1-Ogni outfit porta con sè un messaggio. Come per Colombina, il cui abito comunica lo status di “servetta” e la sua essenza di ragazza vanitosa, vivace, bugiarda e seducente, tra balze e corpetti stretti, contrasti cromatici. Tutte noi, come Colombina, ogni giorno con il nostro abbigliamento comunichiamo chi siamo, in termini di personalità prima di tutto e poi di status.

2-L’abbigliamento rappresenta uno degli elementi di maggiore impatto nella comunicazione non verbale. Il nostro look influisce in maniera determinante sulla percezione di noi stesse e di chi abbiamo davanti, soprattutto se si tratta di un primo incontro. Un look trasandato comunica confusione, scarsa capacità nella cura del dettaglio, incapacità organizzativa.

Al contrario un abbigliamento curato ha il potere di trasmettere l’abilità di esercitare attenzione, competenza, sicurezza e controllo delle situazioni da gestire.

Questa decodificazione avviene automaticamente nel nostro interlocutore. Il legame che esiste tra il look e la percezione di se stessi è molto chiaro se si inizia a pensare all’abbigliamento come a “un’estensione del proprio io” o “ estensione della propria pelle” ( da Mc Luhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano 1967).

3-Il look che scegli è un chiaro segno della tua personalità e del tuo essere più profondo e deve rispecchiare in maniera coerente chi sei, le tue qualità, le tue competenze  e le tue aspirazioni, in sintesi: la tua identità.

L’identità di una persona è l’insieme di tantissimi aspetti: dalle caratteristiche fisiche a quelle mentali, dal modo in cui ragioni a quello in cui interagisci , dagli interessi che coltivi alle attitudini che hai, da come affronti i problemi a come trovi le soluzioni, le tue credenze…insomma è tutto il mondo che ti sei costruita. I mattoni con cui hai costruito il tuo mondo sono i tuoi valori.

4-I valori rappresentano quella spinta invisibile che ti spinge verso determinate decisioni, che ti indicano la via da percorrere, che a volte ti orientano e a volte ti ostacolano, ma che sono sempre presenti. Sono talmente importanti da condizionare positivamente (se sei coerente con essi) o negativamente ( se vai contro di essi) qualsiasi decisione, occasione o momento.

Per sentirsi veramente a  proprio agio, nei “propri panni “, nel senso più letterale del termine, è necessario conoscerli e imparare a comunicarli anche attraverso il proprio outfit.

Alla base una consulenza d’immagine professionale c’è necessariamente uno studio approfondito del messaggio che si vuole comunicare all’esterno integrato alla propria personalità. L’abito diventa così un importante mezzo comunicativo che anticipa visivamente quello che siamo o andremo a comunicare. Tenendo conto che in 7 secondi il nostro interlocutore si fa una idea di noi ( che velocemente si crea e difficilmente si distrugge) credo sia intelligente giocarseli bene a 360°.

Tu come te li giochi questi 7 secondi?

A presto Principessa