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Business Dress Code

LE REGOLE DEL WOMEN’S BUSINESS DRESS CODE

Ricorderete senz’altro la polemica scoppiata in parlamento in merito al dress code delle donne parlamentari e del loro dress code “inappropriato” con conseguente raccolta di firme per ottenere un regolamento in tal senso.

L’onorevole Mollicone si era fortemente lamentato della “eccessiva  pelle in bella mostra” delle colleghe presenti in parlamento nel periodo estivo, facendo notare l’esistenza di un rigido regolamento dell’abbigliamento per l’uomo e non per le donne.

Il parlamentare ha fatto notare che come per gli uomini vige un rigido regolamento che li obbliga ad indossare la giacca anche con il caldo, lo stesso deve valere per le colleghe parlamentari.

Ma quali regole?

Il problema sta proprio qui.

Non esiste un regolamento per le donne né in parlamento né nella vita quotidiana.

L’armadio di una donna è molto più ricco di possibilità. Abbiamo molti più capi e infinite possibilità di abbinarli tra di loro. Se il dress code business maschile prevede di regola il completo inteso come giacca e pantalone uguale nel colore e nel tessuto, camicia bianca o azzurra,  cravatta, cintura e scarpe in pelle perfettamente abbinate; il dress code business femminile è molto più flessibile. Una donna con la giacca di colore diverso dal pantalone dalla linea dritta, risulterà comunque formale a differenza dell’uomo che in spezzato è più grintoso e sportivo. Per l’uomo è sempre previsto l’uso della camicia, la donna può optare anche per una blusa.

Questa flessibilità ha comunque dei limiti da non superare per non incorrere in polemiche come quelle dell’onorevole Mollicone. 

Nel Business dress code femminile i limiti riguardano i modelli degli abiti e la quantità di pelle esposta.

Vediamo nel dettaglio.

Il pantalone

I modelli da preferire sono quelli regular, dalla linea dritta o il pantalone palazzo. Indossali per comunicare la tua autorevolezza

La gonna

I modelli da preferire sono al ginocchio (qualche centimetro sopra o sotto)  dritti o dalla linea ad A.

Indossala per comunicare la tua classe e raffinatezza

Come per il pantalone, sono da evitare tutti i modelli troppo aderenti.

 

Il top

Il top formale è la camicia o la blusa con 3 scollature.

Girocollo. Nel caso della camicia un colletto completamente abbottonato potrebbe rimandare ad una eccessiva rigidità. Ingentiliscilo con una bella spilla.

Leggera profondità.  La scollatura avrà la lunghezza pari alla larghezza del tuo viso ( calcolata partendo dal mento). Questa profondità risulterà elegante e classica.

Profondità Media. La scollatura avrà la lunghezza pari alla lunghezza del tuo viso ( calcolata partendo dal mento). E’ una scollatura un po meno formale ma comunque dignitosa e formale.

Focus :La blusa e la camicia dovranno avere le maniche a ¾ o lunghe. Sono banditi tutti quei top che mostrano l’ascella. Fai anche  attenzione al collo: prediligi i modelli semplici e rigidi. I colletti decorati rimandano alla frivolezza.

La giacca

Monopetto, doppiopetto, destrutturata, con o senza revers…c’è l’imbarazzo della scelta. Il modello migliore sarà quello valorizzante per la tua morfologia ( se non conosci la tua morfologia corporea, scoprila leggendo l’articolo cliccando qui).

La giacca sarà sempre a manica ¾ o lunga. Durante i periodi caldi opteremo per tessuti più leggeri.

In un ambiente formale, ti consiglio di indossarla sempre. Questo capo comunica serietà, carisma e affidabilità.

L’abito 

Non può mancare nell’armadio il tubino business da abbinare alla giacca e ad un elegante decolletè. L’abito parlerà con  discrezione della tua femminilità e della tua eleganza. 

Le scarpe

La decolletè o la stringata in pelle  è la scarpa migliore in un ambiente business. 

Evita assolutamente:

  • Le scarpe con plateau molto evidente;
  • I sandali e tutte le scarpe aperte. Nei periodi caldi potrai optare per un modello chanel, d’orsay o open toe;
  • Evita i tacchi vertiginosi. Il tacco giusto sarà massimo di 8 cm;
  • Lo stivale.

 

I Gioielli saranno minimal e possibilmente non rumorosi. 

Per trasferire la giusta autorevolezza ricorda che i capi dovranno avere il giusto Fit: giacche larghe, camicie con i bottoni tirati, pantaloni troppo aderenti ti daranno un aspetto sciatto e fuorviante. 

I capi dovranno essere sempre perfettamente stirati affinchè veicolino la tua eccellente gestione del tempo.

Dismessi i panni della consulente d’immagine che mi vede d’accordo con la richiesta di un abbigliamento adeguato al luogo, è triste constatare che in Italia, in particolare nel mondo della politica, tolte rarissime eccezioni, le donne  emergono e diventano protagoniste della scena solo per argomenti non inerenti alla loro attività lavorativa o per le loro competenze.

L’associazione tra donna e tutto ciò che concerne i suoi presunti doveri privati come la famiglia, figli, casa, take care, aspetto fisico è ancora prepotente e aberrante. 

Se si invocano le pari opportunità che lo si faccia per tutto.

Detto questo vi saluto con la famosa citazione di Chanel 

“ Vesti male e  noteranno il vestito, vesti impeccabilmente e ricorderanno la persona”

 

CHI E’ LA DRESSCODER?

Da più di 5 anni alla risposta che do alla domanda “ Tu di cosa ti occupi?” vedo che seguono sguardi persi nel vuoto, occhi pallati, sorrisi di circostanza e a volte anche risatine…per non parlare di esclamazioni infelici come “ Ah sì, come quei due della televisione che ti buttano via tutto il guardaroba”. C’è da fare un po’ di chiarezza.

La consulente d’immagine è una professionista che ha maturato una formazione specifica sia in termini tecnici che nel campo della comunicazione – verbale e non verbale – e che declina le proprie competenze anche attraverso il proprio senso estetico e gusto innato.

La consulente d’immagine è una specialista nella valorizzazione dell’immagine di una persona. 

Durante il primo appuntamento vengono effettuate 4 importantissime analisi: 

1 Analisi morfologica:  Per individuare i tuoi punti di forza da valorizzare con l’abbigliamento sarà necessario prendere diverse misure. L’analisi corporea è la base della consulenza d’immagine e viene studiata in modalità empirica e precisa. In questo caso ogni centimetro fa la differenza perché consente di individuare i tagli, le proporzioni, i tessuti, le fantasie  e i modelli dei capi che più esaltano la tua figura e quali tecniche di camouflage utilizzare per far sì che la cliente si possa sentire sicura della propria immagine mentre si sorride allo specchio. Questa misurazione deve essere effettuata di persona da un tecnico del settore. 

4 Analisi del viso: Il volto è la prima cosa che viene notata in una persona le cui proporzioni orizzontali e verticali, profilo ed eventuali asimmetrie, determinano la propria facial shape unica. Anche questa analisi ha bisogno di misurazioni precise ed accurate e devono necessariamente essere rilevate da un esperto di visagismo. Il risultato dell’analisi del viso ti permetterà di capire perfettamente quali siano le acconciature, il make up e  gli accessori (orecchini, collane, accessori per capelli, occhiali…) che più ti valorizzano. 

3 Analisi dei Colori: L’armocromia è una scienza che studia l’armonia dei colori e tiene conto di due fattori principali: la temperatura (caldo, freddo) e il valore (chiaro, scuro). Questa analisi ti permetterà di capire quali sono i tuoi colori speciali, ovvero quelli che esaltano e sono in armonia con il tuo incarnato. L’analisi avviene apponendo dei drappi di colore intorno al viso e con l’aiuto della consulente noterai che alcuni colori illumineranno il tuo viso creando quasi un effetto lifting naturale, mentre altri andranno a sottolineare dei piccoli difetti o creare ombre che potrebbero addirittura invecchiare o indurire il tuo aspetto. Quindi è un’analisi oggettiva e non guidata da impressioni soggettive della consulente.

Ci tengo a specificare che l’analisi armocromatica può essere eseguita di persona e ti invito a diffidare fortemente da chi propone consulenze on line. Non potrà mai darvi dei risultati professionali e veritieri, ma un parere soggettivo.

4 Analisi dello stile: Lo stile è il tuo personalissimo modo di concepire l’abbigliamento e la moda. Non è ciò che indossi, ma il modo in cui lo fai che determina il tuo stile. Optiamo per  un determinato outfit perchè vogliamo provare (consciamente o inconsciamente) delle sensazioni e delle emozioni. Si tratta del proprio modo di abbinare colori, modelli e accessori ed è la rappresentazione visiva della nostra identità e personalità. Questo si costruisce con gli anni e difficilmente è modificabile…ma sicuramente migliorabile.(Per capire ancora meglio cosa intendo con stile leggi il mio articolo cliccando qui). Da non confondere con il gusto che molto spesso ci porta ad acquistare un capo o un accessorio solo perchè “ è bello e ci piace” per poi non utilizzarlo mai. Capire e riconoscere il tuo stile ti permetterà di fare acquisti ponderati non dettati dalle mode o da influenze esterne. Un occhio allenato come quello di una consulente, con l’ausilio di uno specifico questionario, ti permetterà di capire con esattezza il tuo stile e come migliorarlo per sentirti realmente adatta e unica.

Una consulenza d’immagine professionale va fatta una sola volta nella vita (i tuoi colori, la forma del viso e del corpo non cambiano con il passare degli anni o con l’aumento o diminuzione di peso) e  ti darà tutti gli strumenti per essere indipendente nell’acquisto di capi valorizzanti e duraturi nel tempo.

La consulente d’immagine fa risparmiare tempo e denaro

Una mia docente una volta mi ha detto “ chi più spende meno spende”. Ed è verissimo non solo perché dopo aver capito ciò che ti valorizza e i colori che ti donano, farai degli acquisti giusti e a colpo sicuro da poter sfruttare nel tempo, ma anche perché, dopo una accurata selezione e organizzazione del guardaroba,  una consulente d’immagine creerà con i capi già in tuo possesso degli outfit perfetti per te andando ad riadattare o eliminare (alcune volte è necessario) quelli che non sono coerenti con il tuo stile, morfologia e armocromia. Riuscirai con lo stesso guardaroba ad avere dei look nuovi e valorizzanti, senza aver acquistato nulla di nuovo.

Quando la consulente d’immagine ha le competenze necessarie per essere una Personal Shopper, ti accompagnerà nell’acquisto dei capi e degli outfit adatti a te e all’occasione d’uso. Devi sapere che prima di una uscita di sano e appagante shopping la Personal Shopper ti  chiederà di stilare una shopping list con ciò che vuoi acquistare e, con la lista alla mano, si prepara facendo ricognizione nei giorni precedenti nei negozi in cui sa di trovare capi coerenti sia con il tuo stile sia con il tuo budget (qualsiasi esso sia) così da poter dirigere la cliente al giusto acquisto in pochissimo tempo.

In entrambi i casi il risparmio di tempo e di denaro è assicurato

La consulente d’immagine è una coach che attraverso l’abbigliamento ti aiuta a veicolare: comunicazione, identità, competenze e valore.

Un abbigliamento che parla realmente di te fa sì che l’immagine esterna coincida con quella interna. Nel momento in cui, volontariamente o non, indossiamo i panni di qualcun altro diamo al mondo un’immagine fuorviante di noi e, considerato che prima di conoscere una persona noi la vediamo, per risultare impattanti e veri  è importantissimo che le due immagini coincidano.

Il compito della consulente d’immagine è quello di individuare con la cliente il messaggio che si vuole trasmettere all’esterno e renderlo concreto attraverso l’utilizzo dell’abbigliamento “comunicativo”. L’abbigliamento infatti è un elemento della comunicazione non verbale che mette in comunicazione la parte più profonda di noi stessi con il nostro interlocutore,  inviando velocemente dei messaggi. Acconciature, modelli, tagli, tessuti colori, accessori…il modo di portare la borsa…ogni elemento ha un suo preciso significato che la mente inconsciamente decodifica. La consulente d’immagine ti aiuterà a decodificarli e a utilizzarli nella maniera più funzionale ai tuoi obiettivi. 

La consulente d’immagine è una Strategy Expert

Il tempo oggi è veramente denaro. Non conosco una persona che non vada sempre di fretta e in questo correre spesso si ritrovi a trascurare proprio se stessa e la propria immagine. Risultare poco curate comunica di noi una cattiva gestione del tempo che soprattutto in un ambiente lavorativo non è un buon messaggio da veicolare. Per di più uscire di casa sapendo di non essere adeguate influenza l’autostima e la sicurezza con conseguenze pericolosamente negative che possono  trascinarsi per tutta la giornata.  Avere delle strategie che ti permettano di avere sempre a portata di mano la risposta a “ Cosa mi metto oggi?” “  Cosa mi metto per veicolare professionalità e leadership oggi?” ti permetterà di essere tranquilla e soddisfatta della tua immagine riflessa.

Concludendo: quali sono i vantaggi che avrai decidendo di investire su di te contattando una consulente d’immagine professionista?

Smettendo di autoflagellarti per ciò che non sei o non hai, imparerai a riconoscere i tuoi punti di forza e a far pace con lo specchio utilizzando un abbigliamento valorizzante, che ti faccia sentire a tuo agio, sicura e  coerente con il tuo valore, comunicativamente corretto e coerente con l’occasione d’uso.  

Il mio obiettivo è quello di sapere che la mattina, dopo esserti preparata guardandoti allo specchio tu possa sorridere e sentirti soddisfatta e felice del tuo riflesso. Credo fortemente che una donna felice sia una donna più sicura. Una donna sicura raggiunge più velocemente i propri obiettivi e rende migliore questo mondo.

Abbi cura di splendere

DRESS CODE DELLE DONNE DI POTERE: Mara Carfagna

Come personaggio del mese ho scelto l’ex ministro delle pari opportunità (come già detto, soprattutto in Italia, questo è uno dei classici ruoli dato alle donne): Mara Carfagna.

Non tutti conoscono il suo passato e lei (e la schiera di consulenti d’immagine e esperti nel personal branding) è stata bravissima a farlo dimenticare a favore del suo presente. 

La Carfagna, laureata in giurisprudenza, dotata anche di un grande talento artistico, debutta in televisione nel 1997 partecipando a Miss Italia e conquistando il titolo di Miss Cinema forte del suo bellissimo viso e corpo statuario. Diventa così un volto noto del piccolo schermo come showgirl fino a posare come modella in foto anche in versione sexy per Maxim.

Fin qui tutto benissimo.

Nel 2004 la Carfagna decide di dare una svolta importante alla sua vita entrando nel movimento femminile di Forza Italia in Campania. Nel 2016 viene eletta Segretario della Commissione Affari Costituzionali alla Camera fino a diventare Ministro delle Pari Opportunità con il governo Berlusconi.

Come ha fatto Mara Carfagna a oscurare quasi completamente l’immagine di showgirl sexy che pure le è appartenuta? Sappiamo bene quanto sia difficile levarsi di dosso un’etichetta, figuriamoci quella di bomba sexy.

Eppure, se parlo della Carfagna, le prime associazioni mentali che vengono alla mente sono: Politica/Ministro, Berlusconi e Donna elegante.

Anzitutto l’ex Ministro intelligentemente  non ha mai rinnegato il suo passato. Sa bene che ciò che siamo oggi è comunque il frutto di ciò che siamo stati un tempo. E quando ci si esprime con trasparenza, e si vive con il sorriso la consapevolezza di ciò che si è e che si è stati in passato, veniamo percepiti come sinceri e trasparenti.

La bravura della Carfagna, e di chi l’ha seguita in questa trasformazione,  è stata principalmente quella di creare una nuova immagine di sé, completamente diversa dalla precedente, perfettamente coerente con il ruolo che ricopriva e con i messaggi che voleva veicolare.

Per una donna ( soprattutto se si ha un passato da showgirl) il Business dress code per essere impattante deve tassativamente comunicare:

-Competenza

-Autorevolezza

-Credibilità (soprattutto se si fa politica)

Chi ha lavorato con lei accompagnandola in questo processo pazzesco di cambiamento dalla testa ai piedi (proprio in senso letterale) lo sapeva benissimo e a parer mio ha fatto un lavoro eccezionale.

Vediamo insieme i cambiamenti e la loro comunicazione

Dalla lunga chioma fluente passa al sofisticato taglio corto. I capelli e le acconciature parlano tantissimo di chi siamo, sono la parte più vicina ai pensieri a cui, per cultura, associamo gli stati d’animo e alcune caratteristiche personali (nell’articolo di alcuni mesi fa ho approfondito l’argomento, e l’hai perso clicca qui)

Per tagliare (in tutti i sensi) i ponti con il passato l’entrata in politica è accompagnata da un netto taglio di capelli optando per un rassicurante  taglio corto (a volte quasi mascolino) e curato che denota una personalità sicura e forte. 

 

Abbandonate le scollature vertiginose e capi che lasciavano ben poco all’immaginazione, la Carfagna adotta uno stile classico ed estremamente curato composto da tailleur e abiti  di ottima qualità prediligendo i colori autorevoli (nero, blu e grigio).

A differenza di tante, la Carfagna, con i suoi outfit è riuscita a bilanciare perfettamente la sua femminilità e la sua professionalità – non cadendo nel binomio donna business=donna uomo – risultando autorevole, competente ed elegante.

Per scardinare l’immagine di showgirl, oltre a creare una nuova immagine estetica che fosse l’esatto opposto della precedente, la Carfagna cura in maniera quasi maniacale ogni dettaglio, con cui si aggiudica anche il soprannome di “ maestrina” sia dentro che fuori  il Parlamento ( la coerenza nello stile è imprescindibile), che le consente di comunicare una grande capacità di gestione del tempo e una personalità precisa e puntigliosa ( caratteristiche importanti da comunicare in politica).

Lo vediamo dalla scelta della calzatura: una decolletè classica con un tacco medio sempre tirata a lucido (sa bene che la scarpa con il plateau  rimanderebbe subito alla sua vecchia immagine). Indossa gioielli sobri e raffinati.

Predilige la borsa con la tracolla lunga da portare a spalla o sull’avambraccio. Pensate sia un caso? No: è tutto studiato.  Questo modello di borsa permette di avere sempre le mani libere così da connotare una personalità incline più all’agire che all’apparire sottolineando con fermezza la sua immagine di donna vincente.

Racconta divertita  in una intervista che ce l’ha messa proprio tutta per far dimenticare di essere “ Il ministro più bello del mondo”.

Da donna a donna Mara: ma perchè? Perchè una donna avvenente e bella deve nascondere la sua natura per apparire competente e autorevole? Come è possibile che il cervello sia ancora contrapposto alla bellezza e alla cura della propria immagine? Perchè le mie orecchie devono ancora ascoltare frasi come  “bella-elegante-glamour ma chissà quanto vale”.

Le carte l’ex ministro Carfagna ce le ha tutte al posto giusto…ma ancora una volta in Italia (a differenza che nella vicina Germania con la Merkel) alle donne, perseguitate dagli stereotipi di genere, vengono riservati ruoli,  trattamenti e capacità diversi rispetto agli uomini. 

Dover “de-femminilizzare” il proprio aspetto per poter essere trattate alla pari dei colleghi uomini, a parer mio è un concetto che nel 2019 allibisce e deprime.

Ah che pazienza!

LA DIVISA AZIENDALE E’ REALMENTE UN SEGNO DISTINTIVO?

Motivo d’orgoglio per qualcuno, odio profondo per altri.

C’è chi decide autonomamente di indossarle facendo del proprio look una divisa (Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Sergio Marchionne) e chi è obbligato.

Che tu faccia parte del primo o del secondo gruppo, la divisa aziendale è il manifesto visivo di chi sei e cosa rappresenti in quel determinato ambiente in quel momento.

La divisa lavorativa ha un’importante funzione rappresentativa anche dei valori dell’azienda per cui presti i tuoi servizi. Proprio per questo motivo non esiste una divisa che abbia valenza universale in quanto ogni azienda è un mondo a sé.

Capire quale sia la giusta divisa non è semplice in quanto vanno considerati due fattori, uno esterno e uno interno:

Fattore esterno: cosa deve comunicare la divisa?

Una divisa coerente veicola:

  • Tipologia di servizi svolti all’interno dell’azienda
  • Valori, Mission e Vision
  • Mood Aziendale
  • Ruoli presenti
  • Target a cui l’azienda si rivolge
Progetto Divise Scuola Little Star Day Care

La divisa dovrà rispecchiare nel modello e nel colore i Valori e il Mood aziendale, trasmettere il valore del proprio lavoro, identificare i ruoli presenti, risultare decorosa e attrattiva per la fascia di mercato a cui l’azienda si rivolge ma anche (e soprattutto, aggiungerei) per chi dovrà indossarla tutti i giorni: fattore interno.

Se è vero che la divisa deve rappresentare perfettamente l’azienda è altrettanto valido che esprima al massimo anche le caratteristiche di chi la indossa: è fondamentale dunque che sia portata con piacere. Nessun tessuto, modello, brand, può equiparare il prestigio conferito dalla persona che lo indossa.

 

Come consulente d’immagine in questi anni ho aiutato diverse realtà aziendali apportando il mio contributo in due momenti:

  • Individuazione della giusta divisa aziendale, attraverso il coinvolgimento dell’intero team
  • Presentazione della divisa scelta dai vertici.
Progetto Divise per Orsini Odontoiatria

Per la buona riuscita del progetto divisa, (e chi ha lavorato con me lo sa bene) è fondamentale coinvolgere i soggetti interessati, ovvero le persone che dovranno quotidianamente indossare quell’outfit, tenendo conto, per quanto possibile, anche dei desideri, della fisicità e delle esigenze personali.

Coinvolgere i collaboratori significa in primo luogo luogo renderli partecipi dell’iniziativa e direttamente coinvolti nel progetto, ma soprattutto attivi nel processo creativo della divisa, garanzia del fatto che la indosseranno con piacere.

Nel caso in cui questo coinvolgimento attivo non sia possibile, mio caro datore di lavoro, ci sarà da fare uno sforzo in più. L’imposizione non viene mai accolta con entusiasmo e un cambiamento di questo tipo non sempre viene accolto positivamente.

Progetto Divise Scuola Little Star Day Care

Comprendere il perché e le motivazioni che hanno portato alla scelta di inserire una determinata divisa andrà a facilitare il processo di cambiamento.

Se la divisa viene percepita come obbligo non sarà valorizzata e non sarà valorizzante per la persona.

 

 

Diventerà fondamentale formare  il personale sull’importanza e la funzione della divisa come strumento di:

  • Appartenenza ad un gruppo: assimilando coloro che sono parte del gruppo e differenziandoli da chi si ritiene fuori,
  • Coesione: la somiglianza rappresenta uno dei criteri più forti di  attrazione e coesione di un gruppo;

Senza sottovalutare mai che l’abbigliamento è l’estensione del proprio corpo e sentirlo adatto e in linea con la propria persona è un grande deterrente. In virtù di questo la divisa dovrà essere adatta anche alla persona e al fisico.

Quindi nella presentazione di divise ideate dai vertici è bene prevedere un minimo di flessibilità concedendo alla persona che la indosserà la possibilità di  personalizzarla con dei piccoli accessori che non vadano comunque a stravolgere l’aspetto globale della divisa.

Una divisa  “sbagliata” e “fredda”  si nota subito e rischia di non far sentire a proprio agio il lavoratore. Una divisa che parla della persona renderà la sua accettazione più facile e naturale.

Questi momenti di cambiamento non possono essere improvvisati bensì pensati e strutturati anche con l’aiuto di un esperto nel settore.

 

DRESS CODE DELLE DONNE DI POTERE: Angela Merkel

La chiamano la “Cancelliera di Ferro” e, che piaccia o meno, è la donna che ha dimostrato al mondo che la leadership non è una questione di genere.

Soprattutto in politica le donne hanno una collocazione quasi fissa di ruoli che, a parer di non so chi,

“ …rispecchiano meglio le caratteristiche femminili come l’istruzione, la sanità, i problemi di carattere sociale” (cit. L’immagine della donna leader a cura di Donatella Campus). Ruoli sicuramente autorevoli ma sempre di importanza secondaria. La Merkel, invece, in un mondo in cui la donna è sottorappresentata come quello della politica, rimane ad oggi un personaggio femminile fuori dal coro. A nessuno verrebbe in mente di porre davanti al nome della Merkel l’appellativo Signora, una consuetudine in Italia.

La Merkel è riuscita ad affrancarsi dagli stereotipi di genere che condannano molte donne ad essere giudicate  per la propria immagine e vita privata rispetto alle competenze professionali, al proprio CV e qualità personali.

Come consulente d’immagine non mi interessa qui l’aspetto politico o sociologico, ma  voglio soffermarmi sul suo abbigliamento e su quanto sia stata abile a scegliere uno stile  eterno e costante che evochi perfettamente il suo spessore e la sua personalità tanto da diventare la sua “divisa”. Una divisa composta da tailleur minimal che cadono dritti, giacca con tasche diagonali, 4 bottoni sempre ben chiusi dalla linea dritta come il pantalone.

E perché questa scelta?

Prima di esprimere la mia opinione, ti faccio una domanda: se dovessi descrivere la Merkel quali aggettivi utilizzeresti?

Sicuramente: sobria, austera, risoluta, rigorosa (spesso impenetrabile), rigida, affidabile e coerente.

Lo storytelling della Merkel passa prima di tutto dal suo abbigliamento (fondamentale elemento della comunicazione non verbale) che ricalca tutti questi aggettivi senza la pretesa di valorizzare la propria morfologia corporea (come fa ben notare Karl Lagerfel, noto stilista che vanta collaborazioni con i brand prestigiosi. Infatti si  era candidato per darle una mano in questo senso)

Analizziamolo nel dettaglio:

  • Giacca: linea dritta e squadrata, tasche diagonali e 4 bottoni sempre chiusi, un vera e propria corazza che veicola sia la sua rigidità, spesso criticata, con la quale detta in politica il suo modus operandi agli altri paesi, ferma e decisa nei no, sia la sua austerità scegliendo sempre modelli semplici ed eleganti.
  • Pantalone: in un mondo di uomini come quello politico e in virtù di quanto detto prima sugli stereotipi, predilige il pantalone alla gonna per rimarcare le sue competenze. Un modello lineare e dritto, sobrio e senza fronzoli che dà solidità.

Predilige un modello dritto e non aderente che le permette di marciare dritta verso i suoi obiettivi concreti con rapidità.

 

  • Accessori: non ha bisogno di comunicare la sua identità con gli accessori. Si concede una collana di pietre dure ( parte integrante della divisa),  abbinata rigorosamente ai bottoni della giacca. Ma non è un vezzo bensì un ulteriore mezzo per veicolare i valori nazionali. Durante il giuramento per il  suo ultimo mandato la Merkel sfoggia una collana dei colori della bandiera tedesca su una giacca bianca (colore della purezza e della trasparenza che prende il posto del solito nero utilizzato durante i 3 giuramenti precedenti…quasi a voler sottolineare una rinascita, considerando il periodo di crisi che ha pervaso l’Europa in questi anni)
  • La scelta di indossare sempre questo completo rimanda ad un’idea di donna coerente, sempre uguale a se stessa e quindi affidabile e controllata, qualità riconosciute fondamentali per il ruolo che ricopre.

Non è la prima che sceglie di optare per una “divisa” per sopperire alla mancanza di tempo…è una costante in alcune  persone di successo. A differenza di Zuckerberg e Jobs, lei è ai vertici del mondo politico e non può permettersi maglioncini monocolore e jeans, deve comunque essere costantemente impeccabile, elegante e rigorosa come il ruolo che le compete.

  • L’acconciatura è l’unico elemento che ha avuto delle piccole modifiche nel corso degli anni: da un taglio  corto quasi maschile, ad un caschetto con frangia più femminile e romantico fino all’attuale taglio che definirei unisex. “Da quando ho tagliato i capelli, non se ne parla più” afferma la Merkel in un’intervista. Ed è proprio questo il suo obiettivo: non legarsi ad una identità di genere e quindi non si parli di lei come donna ma solo ed esclusivamente come politica.

    Acconciatura Angela Merkel

Dunque un abbigliamento dalle linee dure ma sempre ingentilito dai più disparati colori femminili. La scelta non è mai casuale ma ben ponderata rispetto le occasioni e il messaggio da veicolare. Sa perfettamente che il colore è la prima cosa che le persone vedono e arriva prima della nostra comunicazione verbale e, in base al messaggio che vuole dare, predilige un colore forte e deciso (enfatizzando i messaggi più “duri”) e più soft come i pastello (per smorzare i toni).

Per parlare in parlamento opta spesso per il nero, colore dell’eleganza ma anche del potere.

Preferisce un nobile azzurro polveroso per il G7 per comunicare equilibrio e pacatezza.

Per l’incontro con la Regina Elisabetta la vediamo indossare un luminoso pervinca, non a caso il colore della devozione e del lusso, che utilizza spesso per incontrare anche i capi di stato.

Sottolinea la sua stabilità di donna concreta con i piedi per terra con il rassicurante outfit sui toni del beige utilizzato qualche anno fa nell’incontro con Mario Monti.

La Merkel ha scelto a monte il suo stile e lo ha fatto per ricordare costantemente al mondo il suo ruolo da leader e i suoi valori e  direi che ci è proprio riuscita.

Uno stile unico e inconfondibile tanto da aver suscitato la creatività del graphic designer olandese Noortje van Eekelen che ha raccolto 90 immagini della Cancelliera con 90 giacche praticamente identiche ma con colorazioni diverse. Nasce così il “ Pantone Merkel”.

Ha fatto tutto da sola? Ma assolutamente no. Dietro all’immagine della Cancelliera c’è una un’altra donna che la segue dal suo primo mandato nel lontano 2005: Bettina Schoenbach.


La Merkel ci insegna che avere uno stile unico, riconoscibile e costante fa la differenza. La coerenza fra l’outfit e la propria personalità, il proprio valore e proprio ruolo ancora di più.

Quello che mi auguro profondamente è un ulteriore passo in avanti.

Sogno un mondo in cui non ci siano stereotipi di genere e si valutino le persone, donna o uomo che siano, solo in base a criteri comuni, alle competenze dimostrate e alle doti reali. 

Spero di vedere presto una donna ai vertici della politica Italiana, elegante, ben vestita e libera di esprimere la sua femminilità a 360 gradi.

 

 

COME GESTIRE LA PROPRIA IMMAGINE PUBBLICA

“ L’80% del successo risiede nel mostrarsi” diceva Woody Allen

Conoscere profondamente chi sei, cosa fa di te quello che sei, perchè e come agisci, cosa hai e cosa ti serve per creare l’immagine  pubblica che più ti rappresenta è fondamentale per sentirti a tuo agio e adeguata con le persone che ti circondano e per far sì che la tua immagine rispecchi totalmente il messaggio che vuoi trasmettere.

In un blog in cui parliamo di abbigliamento potrebbe sembrarti insolito questo articolo. La verità è che come una nave ha bisogno di una meta precisa per programmare la sua rotta, una persona ha bisogno di sapere chi è e cosa vuole trasmettere per apparire esattamente come vuole.

L’obiettivo vero dei tuoi outfit è aiutarti a far sì che quello che sei,  o vuoi far vedere di te, sia coerente e congruente con quello che gli altri percepiscono di te.

Non sono una psicologa, i miei sono solo consigli frutto di diversi anni di esperienze, studio e percorsi formativi fatti con i migliori formatori italiani su questo tema. Non voglio assolutamente prendere il posto di persone che hanno sicuramente più competenze di me in merito, ma voglio dire la mia sottoforma di semplici consigli.

L’abbigliamento rappresenta, nella comunicazione non verbale, uno degli strumenti più di impatto e manipolativi.

Il nostro look influisce in maniera determinante sulla percezione di noi stesse e di chi abbiamo davanti, soprattutto se si tratta di un primo incontro. Un look trasandato comunica di te confusione e poca capacità nella cura del dettaglio e nell’organizzazione. Al contrario un abbigliamento curato darà di te la sensazione di essere una persona attenta, competente, sicura e con la situazione sotto controllo.

Questa decodificazione avviene automaticamente nel nostro interlocutore. Il legame che esiste tra il look e la percezione di te stessa è molto chiaro se si inizia a pensare all’abbigliamento come “estensione del proprio io” o “ estensione della propria pelle” (da Mc Luhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano 1967). Il look che scegli è un chiaro segno della tua personalità e del tuo essere più profondo e deve rispecchiare in maniera coerente chi sei, le tue qualità, le tue competenze  e le tue aspirazioni, quindi la tua identità.

L’identità di una persona è l’insieme di tantissimi aspetti: dalle caratteristiche fisiche e mentali, dal modo in cui ragioni e interagisci , dagli interessi e attitudini che hai, da come affronti i problemi e da come trovi le soluzioni, le tue credenze…insomma è tutto il mondo che ti sei costruita. I mattoni che hanno costruito il tuo mondo io li chiamo i valori. I valori rappresentano quella spinta invisibile che ti fa prendere o meno  le decisioni, che ti indicano la via da percorrere, che a volte ti guidano e a volte ti ostacolano ma che sono sempre presenti. Sono talmente importanti che condizionano positivamente (se sei coerente con essi) o negativamente ( se vai contro di essi) qualsiasi decisione, occasione o momento.

Per sentirsi veramente a  proprio agio, nei “propri panni “ nel senso più letterale del termine è necessario conoscerli. Mi spiego meglio con un esempio: lavori in banca e nel lavoro è importante essere una persona di successo. Per essere una persona di successo per te è necessario essere acuta, precisa e affidabile e desideri che questo messaggio sia palese a primo impatto. L’abbigliamento indicato per comunicare tutto questo è un look business rigoroso e dalle linee semplici ed eleganti magari in grigio. Difficilmente opterai per un tubino di pizzo con delle trasparenze.

Al contrario: non vorresti mai apparire come una persona incerta e disordinata?  Eviterai di indossare molti capi o accostare più stili e riempirti di accessori.

Questo esempio potrebbe essere vicino al tuo modo di pensare oppure no. Nel lavoro per te potrebbe essere importante dare e ricevere sicurezza e non provare ansia e 

stress oppure divertire e divertirti e non annoiare e non sentirti accettato… 

Conoscersi profondamente, sapere cosa vogliamo comunicare e quali valori trasmettere è fondamentale per creare una immagine sia privata che pubblica coerente e d’impatto

Per raggiungere questo obiettivo è necessario essere in grado di :

  • Ritagliarsi il giusto tempo, risorse ed energie per una profonda conoscenza di te stessa
  • Avere gli strumenti indispensabili per gestire la tua immagine pubblica
  • Allineare la tua identità all’ outfit
  • Capire come vuoi essere percepita, ovvero quale messaggio vuoi comunicare al mondo con la tua esteriorità
  • Come adeguare la tua comunicazione verbale e paraverbale al tuo outfit.
  • Sentirti a tuo agio con con te stessa e non cadere nella frustrazione di non saper comunicare ciò che sei realmente e  le tue competenze.

Questi sono obiettivi importanti e allo stesso tempo fondamentali.

Se ha voglia di imparare a guardare te stessa con occhi nuovi,  prospettive diverse e, perchè no, un rinnovato slancio, non prendere impegni dal 31 Maggio al 3 Giugno.

Io e Matteo Maserati (il formatore numero 1 nella comunicazione in Italia) ti aspettiamo al seminario I’m Vision che si terrà a Montegrotto Terme (PA) per trascorrere insieme 4 giorni che non dimenticherai mai e che ti darà tutti gli strumenti necessari per gestire la tua immagine pubblica attraverso un processo chiaro ed efficace di riconoscimento identitario e di valorizzazione di sè a 360°.

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Ti aspetto, è importante!

 

SII la tua Visione