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“SUL PODIO NIENTE GONNA”. BEATRICE VENEZI: una donna che cambia le regole.

Le hanno detto “Sul podio niente gonna”

Ma lei sorridendo ha risposto «Sul podio indosso abito da sera e tacchi alti, non devo mascherarmi da uomo per dimostrare che so dirigere un’orchestra»

E l’articolo per me potrebbe finire qui.

Beatrice Venezi è la più giovane direttrice d’orchestra nel mondo, anzi direttore come ama essere giustamente chiamata lei. 

Nel panorama internazionale è riconosciuta come una delle donne più comunicative del mondo della musica, attraverso la sua direzione artistica infatti, e non meno con il suo eloquio, è in grado di lasciare senza fiato chi l’ascolta.

Debutta in Germania all’età di 22 anni con Madame Butterfly e da lì non si è piu fermata.

In una intervista su radio Deejay, la scorsa domenica, ha raccontato della difficoltà di essere donna, aggiungo una gran bella donna, in un mondo di direttori d’orchestra uomini, rigidi in un severo dress code che prevede principalmente lo smoking.

Problema che vive in particolar modo in Italia dove, pur essendo molto apprezzata dal pubblico e dai musicisti, è spesso presa di mira dai critici e da figure istituzionali. 

Beatrice ha ammesso di essersi sempre trovata molto più a suo agio all’estero rispetto all’Italia. Nel suo paese natale, purtroppo, ha potuto notare molti pregiudizi riguardo alla sua giovane età e, soprattutto, al suo essere donna.

Come se una donna non potesse avere le qualità e le competenze adatte per salire a testa alta con la sua bacchetta sul palco. 

Diversa è la sua esperienza all’estero dove racconta  di poter esercitare la libertà di essere se stessa senza subire il peso del pregiudizio e di essere invitata nei più importanti eventi. 

Riesce ad essere liberamente donna anche in una società fortemente maschilista come il Giappone. Inviata a dirigere l’orchestra in un prestigioso teatro di Tokyo le viene vivamente consigliato di indossare capi di stampo “ maschile”, ma ad un’ amante della moda non si può chiedere questo. Alla fine la spunterà sfoggiando un abito iperfemminile e tacchi alti rigorosamente made in Italy

“A Tokyo mi chiesero invece di indossare il tight, mi rifiutai, la vinsi, ma l’istanza c’è stata. Ci sono stati poi maestri di fama importante che hanno dichiarato che la direzione d’orchestra non è proprio storia da donne, a cui mancano attributi, polso e leadership. Ma io ho deciso che nella vita avrebbero dovuto rispettarmi nel ruolo, senza travestimenti”.

“Ovunque io vada, grazie alla mia professione penso a me stessa come un’ambasciatrice non solo della musica, ma dell’Italia, della cultura, della creatività visionaria e del know how italiano che tutto il mondo ci riconosce“.

Ogni volta che una donna acconsente ad indossare i panni di un uomo per evitare di “distrarre l’interlocutore”,  questa stessa donna negherà i diritti di molte altre.

La femminilità è un elemento della persona e non va represso, anche attraverso la femminilità le donne veicolano competenze e valore, a prescindere dal ruolo che ricoprono. I luoghi comuni basati sul binomio bellezza-sciocchezza nel 2020 non hanno ragione di esistere. Per essere adeguate e coerenti nel proprio modo di vestire non c’è bisogno di indossare gli abiti da uomo, ma di indossare i propri rispettando le occasioni di uso.

Di recente in un’intervista a Vanity Fair ha detto; 

“Dobbiamo puntare a una pari dignità sul lavoro, una pari retribuzione, una pari possibilità di accedere a posizioni apicali».

Come?

«Non con le quote rosa, che farebbero sentire noi donne specie protette del Wwf. Sarebbero molto più utili gli asili nido nelle aziende, nelle università, nei teatri».

La sua icona ispiratrice è Elisabetta I, un esempio di eccellenza, una donna che è riuscita a gestire il suo ruolo emergendo in piena autonomia a prescindere dal matrimonio.

 

Ognuno di noi individua dei modelli , degli esempi da seguire che possano fungere da mentor nel nostro percorso per alimentare la nostra motivazione e avere obiettivi più chiari.

Ad oggi, nonostante qualche bagliore di geniale ribellione, mi ritrovo a constatare che in questa società i ruoli più importanti, i posti prestigiosi, le cariche di spessore, sono principalmente riservati ancora quasi esclusivamente agli uomini.

Donne come Beatrice sono per me aria fresca che profuma di vittoria.

LA CONSULENZA D’IMMAGINE ON LINE E’ AFFIDABILE?

In questi anni mi è capitato diverse volte di incontrare donne che si erano già confrontate con il mondo della consulenza d’immagine.

Avevano già eseguito l’analisi della loro morfologia e quella riguardante la forma del viso, gli erano state indicate le palette dei colori valorizzanti e quale fosse il loro stile.

Queste 4 analisi, ovvero le fondamenta della consulenza d’immagine, punto di partenza per valorizzare la propria immagine erano state fatte ON LINE.

Oggi giorno, io per prima, si acquista di tutto on line: dall’abbigliamento all’oggettistica, dai servizi ai corsi…regolarmente svolgo riunioni via Skype e ricevo videochiamate da clienti dentro il camerino o davanti l’armadio per risolvere il dubbio prima dell’acquisto o prima di uscire di casa e lo ritengo utilissimo

La verità, però, è che certe consulenze non si possono fare attraverso uno schermo.

La consulenza d’immagine professionale, in particolare la parte relativa alle 4 analisi base, non può assolutamente essere effettuata on line. 

Sono estremamente necessarie 3 presenze fisiche contemporaneamente nella stessa stanza:

  • La persona che desidera ricevere la consulenza d’immagine
  • La consulente d’immagine
  • Gli strumenti per effettuare la consulenza d’immagine: Più di 50 drappi di tessuto colorato per l’analisi armocromatica, palette colori, palette rossetti,  schede tecniche, metro da sarta con cui si prendono più di 50 misurazioni tra viso e corpo, specchi con la giusta inclinazione, luci professionali che non alterano i colori naturali, kit per l’individuazione della forma del viso…

La consulenza d’immagine richiede precisione, analisi, un’attenta osservazione dei particolari, delle forme, delle più piccole asimmetrie.

Mi dispiaccio molto quando vedo banalizzata una professione che di banale non ha proprio nulla ma che attraverso un metodo empirico basato su numeri e dati oggettivi fornisce tutti quegli strumenti e chiavi per valorizzare al massimo ciò che siamo.

Capire quali siano i modelli che valorizzano la silhouette, l’acconciatura e il taglio che armonizzano il tuo viso e lo rendono otticamente simmetrico, i colori che creano un effetti lifting naturale senza bisturi e come creare uno stile personale che veicoli la tua miglior te stessa …hanno bisogno di

Metodo!!!!

Quando sento parlare di

“consulenze d’immagine on line”

mi rammarico perchè basarsi su alcune fotografie per emanare dei verdetti  non solo lo ritengo poco professionale ma con un’altissima percentuale produce

risultati scadenti.

E fin quando si tratta di pagare pochi euro (e spero che siano pochi euro altrimenti la situazione diventa seriamente grave) per erogare questo tipo di “ consulenza” a mo’ di gioco (sempre se di consulenza si può parlare), ci posso passare su.

La situazione diventa economicamente intollerabile quando, dopo la “consulenza on line” si decide di stravolgere completamente il guardaroba, buttare la maggior parte dei capi presenti e rimpiazzarli con dei nuovi seguendo forme e colori  seguendo i consigli ( per il 99% sbagliati) ricevuti durante la “consulenza on line”. Ci si ritrova così ad avere un guardaroba e degli outfit che non ti convinceranno mai, che non ti valorizzeranno, che non ti faranno splendere come dovresti e che non veicolano il tuo valore. E, naturalmente, il portafoglio deturpato.

Non posso dimenticarmi gli occhi di Giovanna quando, durante l’analisi armocromatica, mentre appoggiavo intorno al viso (struccato naturalmente) i favolosi drappi di tessuto nei colori della sua palette Inverno Deep. 

Giovanna aveva fatto un mese prima l’analisi armocromatica on line ad un costo di 30€. 

Carnagione olivastra, capelli scuri, occhi quasi neri con una sclera bianchissima.

Le era stata inviata via mail la palette che, secondo non so quale criterio , avrebbe dovuto valorizzarla: i toni caldi e profondi dell’Autunno Deep. Un trionfo di marroni, verdi e arancio in tutte le sfumature medio scure.

Il suo guardaroba era composto per un 90% di capi neri e blu notte, tutti rigorosamente regalati ad amici e parenti e sostituiti con capi dei colori che le erano stati indicati e che però non riusciva ad utilizzare. 

Niente di strano. Mi è capitato tante volte con alcune clienti, ed è successo a me per prima , che ci si impiegasse un po’ ad abituarsi ai nuovi colori ma si finisce sempre per innamorarsene e non si riesce più a farne a meno.

Abbiamo iniziato l’analisi armocromatica e abbiamo fatto scorrere più di 50 drappi di tessuto intorno al viso per vedere quali colori illuminavano la sua pelle e quali segnavano le imperfezioni o creavano ombre sotto gli occhi.

Nel momento in cui Giovanna ha visto la reazione del suo viso, della sua pelle, dei suoi occhi al drappo nero è rimasta a bocca aperta. Il nero, che a ben pochi dona e che le era stato tassativamente proibito (come è giusto che sia per gli autunno deep) , le illuminava il viso e faceva eco alle due perle nere che aveva al posto degli occhi. 

Non ho dovuto dire nulla, l’ha visto con i suoi occhi. 

Giovanna non era un Autunno Deep bensì un Inverno Deep. 

Quindi Giovanna è tornata da alcune delle persone a cui aveva regalato i suoi capi, le più intime, e li ha richiesti indietro ma per tutto ciò che di nuovo e sbagliato aveva acquistato non ha potuto fare nulla. 

Vi potrei parlare di Claudia a cui attraverso 3 fotografie era stato detto di essere una clessidra con il punto vita poco segnato ( che non esiste) quando invece era semplicemente un rettangolo….Di  Maria che attraverso un’analisi del viso on line le era stato consigliato di fare la frangia che però poco valorizzava il suo viso quadrato e che quindi ha passato 2 mesi con un cappello per nascondere l’errore.

Quindi care le mie principesse attente a chi affidare la vostra immagine.

Informatevi, leggete e assicuratevi che si tratti sempre di una professionista che abbia studiato tanto tanto tanto perchè non si gioca con l’immagine degli altri.

Fortunatamente conosco tantissime colleghe bravissime, che come me, hanno dedicato anni alla loro formazione che esercitano con professionalità e fanno ottenere dei  grandi risultati, che incontrano e analizzano le clienti in ambienti congrui mettendoci sempre la faccia DAL VIVO! L’investimento economico è ovviamente diverso ma una consulenza sbagliata può farvi spendere molto molto di più.

Un consiglio: piuttosto che ricorrere ad una consulenza on line, fatevela da sole.

Come si fa? Per individuare il colori “amici” , mettetevi davanti allo specchio vicino ad una finestra ben illuminata, prendete dei capi di colori diversi e metteteli vicino al volto. 

Fidatevi dei vostri occhi. Sono certa che il risultato sarà migliore rispetto a quello ottenuto con una consulenza on line.

A presto

UNA LAUREA A COLORI: cosa indossare durante la cerimonia.

Di fronte la mia palestra di crossfit c’è un distaccamento dell’Università La Sapienza e da una settimana vedo sfilare laureandi con famigliari a seguito tutti rigorosamente vestiti di nero…

Se non sapessi della sede distaccata dell’università, d’istinto avrei pensato  si trattasse di un corteo funebre.

Perchè scegliere  il nero per una laurea? 

In Italia il nero è il colore dell’eleganza e viene spesso indossato durante le occasioni formali con dei capi impersonali e rigidi ..ma lo voglio urlare a gran voce: Non esiste solo il nero e si può essere eleganti anche senza un tailleur!!!!

Perchè non provare a veicolare la felicità e l’emozione per un evento così gioioso e importante con i colori seguendo il proprio stile?

Oggi vedremo come, pur restando formali, è possibile avere un outfit non scontato, allegro, che parli di te e soprattutto a colori durante la proclamazione della propria laurea.

STILE CLASSICO E TRADIZIONALE

Per una donna dallo stile sobrio e classico sarà perfetto il  tailleur dai colori eleganti e raffinati da abbinare ad una preziosa blusa in seta con cui osare un colore un po’ più brillante dai toni scuri. Puoi optare anche per una classica  gonna a tubo da abbinare ad una giacca non scontata, magari senza revers, stretta in vita o con pence.

Questa donna è un’amante degli abbinamenti che consiglio di ricercare negli accessori, come scarpe (classico decolletè) e cintura sottile con fibbia sobria.

STILE ELEGANTE 

La donna dallo stile elegante, prende spunto dalla moda classica ma inserisce sempre un elemento di forte modernità come l’accessorio, la texture o il colore.

Si può pensare ad un tailleur destrutturato e fluido con pantalone palazzo con colori decisi, oppure un outfit in monocolore che gioca con diverse texture e lo rende dinamico e raffinato.

STILE PRATICO

Lo stile androgino per una donna pratica sarà perfetto. Ruba alcuni accessori all’armadio maschile  per rendere originale un tailleur dai colori delicati e freschi. 

Se vuoi veramente stupire ti consiglio di optare per una maxi gonna in tulle da abbinare ad una giacca doppiopetto e una calzatura rigorosamente flat e comoda.

STILE CREATIVO

Una donna con questo stile non si farà fermare dalla formalità di questo evento. Bisogna stare attenti a non esagerare soprattutto in alcune facoltà in cui il troppo potrebbe essere controproducente.

Quindi sarà bene bilanciare forme e colori.  Cerca di inserire almeno un elemento classico come il pantalone palazzo o dalla linea dritta e un elemento fortemente creativo come una blusa ricca di dettagli, un accessorio fuori dal comune. Oppure ad integrare in un unico capo entrambe le caratteristiche come ad esempio un pantalone a vita alta con un dettaglio wow sulla zona della cintura o una blusa con maniche oversize.

Non ti risparmiare sul colore ma non c’è bisogno che lo dica io!


STILE MODAIOLO

Se non è di moda o griffato non viene assolutamente preso in considerazione. Ricorda però l’eccessivo e selvaggio sfoggio di loghi è fuori luogo sempre, ma per  questa occasione ancora di più. Non è il caso di veicolare il messaggio che l’apparenza per te conta di più della sostanza.

Quindi punta sulla qualità! Texture preziose e outfit curato nel particolare.

Un tailleur con giacca gioiello o una maxi gonna nei toni dell’oro da abbinare al pacifico blu e ad una borsa griffata ti renderanno la regina dell’evento. E perchè no, invece di acconciature elaborate puoi optare per un cappello a tesa larga ( da togliere durante la discussione ovviamente)

STILE ROMANTICO

Non si esce di casa se non si ha indosso almeno un fiocco o un pois. Non puó  mancare anche in questa occasione ma con moderazione.

Sono elementi che se inseriti in quantità eccessiva possono essere mal interpretati perchè rimandano all’ingenuità e alla frivolezza.

Utilizzali  solo per un capo: una gonna di raffinato pizzo nei colori pastello da abbinare ad una semplice blusa in seta oppure viceversa, una classica gonna plissettata con colori profondi da abbinare ad una camicia con ricami romantici. Immancabile la decolletè nude o cipria.

STILE FEMMINILE E SEDUCENTE

Non possono mancare i tessuti stretch, gli spacchi e il rosso…e quindi bisogna trovare il modo di adattarli ad un ambiente  formale.

Un’ottima soluzione sarà l’abito aderente e accollato (e bene specificarlo) con lo spacco moderato da abbianare ad un sexy calzatura rosso fuoco. Oppure optare per un profondo scollo posteriore da nascondere con una giacca durante l’esposizione e la cerimonia nell’università e sfoggiare con orgoglio durante la festa.

Un’altra soluzione è il pantalone aderente a vita alta che metterà in evidenza con eleganza le tue forme da abbinare ad una blusa dai colori vivaci con una scollatura moderata.

Immancabili i tacchi vertiginosi ma rigorosamente senza plateau.

Hai già pronto l’outfit per questo giorno importante?

A  tutte le giovani donne che si stanno preparando per questo grande momento va il mio più grande in bocca al lupo!

A presto

 

Dimmi che borsa hai e ti dirò chi sei

“Dal modo in cui una persona porta una borsa è possibile sapere tutto di lei”

Kathlyn Hendricks, esperta di linguaggio del corpo, nel libro “Conscious Loving Ever After” 

Se la borsa non fosse solamente un accessorio? Se nascondessero un codice segreto per comprendere chi abbiamo davanti?  Se inviasse dei messaggi silenziosi riguardo alla nostra personalità, ruolo, attitudini e competenze?

Interessante vero?

Diversi psicologi ed esperti hanno approfondito l’argomento, l’esperta del linguaggio non verbale Kathlyn Hendricks, ad esempio, nel suo libro Conscious Loving Ever Afters piega come il modello e il modo di portare una borsa non siano elementi casuali bensì una vera e propria comunicazione inconscia.

 

Vediamone alcuni esempi

 

Borsa di grandi dimensioni

Questo modello viene scelto dalle amanti del controllo o da chi non può fare a meno di gestire autonomamente le situazioni.

 

Borsa di piccole dimensioni

Comunica sicurezza, precisione, un approccio minimal e molto pratico alla vita. Inoltre una donna che riesce a sistemare il suo necessario in poco spazio è una persona in grado di ottimizzare i  processi organizzativi e di coordinazione.

Borsa di medie dimensioni portata a mano 

Nasconde un bisogno inconscio di rimarcare il proprio ruolo soprattutto professionale.

Borsa portata sull’avambraccio

Denota una forte volontà di affermare l’immagine di donna vincente.

Borsa a spalla attaccata al corpo 

La borsa diventa quasi uno scudo che ripara dagli attacchi esterni  e denota la volontà di non dare sfoggio al proprio outfit. Questo modo di portare la borsa veicola insicurezza.

Nella versione maxi bag rivela una donna che fa fatica ad accettare il proprio corpo.

Borsa a spalla

Sei libera di muoverti e quindi probabilmente dai priorità alla praticità rispetto all’apparenza.

A tracolla che ricade sul davanti

Indica cautela e timidezza e in generale un atteggiamento difensivo.

.

A tracolla che ricade indietro

Tipico delle donne con molti impegni, che devono gestire molte situazioni e hanno bisogno di avere le mani libere.

Senza borsa

Una donna che dice al mondo “Io non ho bisogno di una borsa” è al 100% sicura di se stessa. ( Non ci riuscirò mai)

Borsa con manici corti 

Classica della donna  narcisistica, estroversa o amante dell’eleganza.

Borsa con manici lunghi

Scelta dettata da una personalità determinata, per niente appariscente e disinvolta, è una borsa versatile, da portare in diversi modi. Veicola quindi flessibilità e capacità di adattarsi alle diverse situazioni

Zainetto

Indica il bisogno di mantenere viva la parte di sé più infantile e innocente.

Borsa con molte tasche e scomparti

Qualche problemino a gestire lo stress? Solitamente viene scelta dalla donna che vuole nasconde la difficoltà di gestione soprattutto nei  momenti stressanti.

Grande, piccola, rigida, colorata, la borsa è un accessorio a cui una donna difficilmente rinuncia. Saperla  scegliere anche in base al messaggio che vogliamo veicolare all’esterno è un altro tassello del magico mondo della comunicazione non verbale dell’abbigliamento che non va mai sottovalutato se si vogliono creare degli outfit d’impatto che parlano silenziosamente di noi.

Tu che borsa hai scelto oggi?

A Presto

LE REGOLE DEL WOMEN’S BUSINESS DRESS CODE

Ricorderete senz’altro la polemica scoppiata in parlamento in merito al dress code delle donne parlamentari e del loro dress code “inappropriato” con conseguente raccolta di firme per ottenere un regolamento in tal senso.

L’onorevole Mollicone si era fortemente lamentato della “eccessiva  pelle in bella mostra” delle colleghe presenti in parlamento nel periodo estivo, facendo notare l’esistenza di un rigido regolamento dell’abbigliamento per l’uomo e non per le donne.

Il parlamentare ha fatto notare che come per gli uomini vige un rigido regolamento che li obbliga ad indossare la giacca anche con il caldo, lo stesso deve valere per le colleghe parlamentari.

Ma quali regole?

Il problema sta proprio qui.

Non esiste un regolamento per le donne né in parlamento né nella vita quotidiana.

L’armadio di una donna è molto più ricco di possibilità. Abbiamo molti più capi e infinite possibilità di abbinarli tra di loro. Se il dress code business maschile prevede di regola il completo inteso come giacca e pantalone uguale nel colore e nel tessuto, camicia bianca o azzurra,  cravatta, cintura e scarpe in pelle perfettamente abbinate; il dress code business femminile è molto più flessibile. Una donna con la giacca di colore diverso dal pantalone dalla linea dritta, risulterà comunque formale a differenza dell’uomo che in spezzato è più grintoso e sportivo. Per l’uomo è sempre previsto l’uso della camicia, la donna può optare anche per una blusa.

Questa flessibilità ha comunque dei limiti da non superare per non incorrere in polemiche come quelle dell’onorevole Mollicone. 

Nel Business dress code femminile i limiti riguardano i modelli degli abiti e la quantità di pelle esposta.

Vediamo nel dettaglio.

Il pantalone

I modelli da preferire sono quelli regular, dalla linea dritta o il pantalone palazzo. Indossali per comunicare la tua autorevolezza

La gonna

I modelli da preferire sono al ginocchio (qualche centimetro sopra o sotto)  dritti o dalla linea ad A.

Indossala per comunicare la tua classe e raffinatezza

Come per il pantalone, sono da evitare tutti i modelli troppo aderenti.

 

Il top

Il top formale è la camicia o la blusa con 3 scollature.

Girocollo. Nel caso della camicia un colletto completamente abbottonato potrebbe rimandare ad una eccessiva rigidità. Ingentiliscilo con una bella spilla.

Leggera profondità.  La scollatura avrà la lunghezza pari alla larghezza del tuo viso ( calcolata partendo dal mento). Questa profondità risulterà elegante e classica.

Profondità Media. La scollatura avrà la lunghezza pari alla lunghezza del tuo viso ( calcolata partendo dal mento). E’ una scollatura un po meno formale ma comunque dignitosa e formale.

Focus :La blusa e la camicia dovranno avere le maniche a ¾ o lunghe. Sono banditi tutti quei top che mostrano l’ascella. Fai anche  attenzione al collo: prediligi i modelli semplici e rigidi. I colletti decorati rimandano alla frivolezza.

La giacca

Monopetto, doppiopetto, destrutturata, con o senza revers…c’è l’imbarazzo della scelta. Il modello migliore sarà quello valorizzante per la tua morfologia ( se non conosci la tua morfologia corporea, scoprila leggendo l’articolo cliccando qui).

La giacca sarà sempre a manica ¾ o lunga. Durante i periodi caldi opteremo per tessuti più leggeri.

In un ambiente formale, ti consiglio di indossarla sempre. Questo capo comunica serietà, carisma e affidabilità.

L’abito 

Non può mancare nell’armadio il tubino business da abbinare alla giacca e ad un elegante decolletè. L’abito parlerà con  discrezione della tua femminilità e della tua eleganza. 

Le scarpe

La decolletè o la stringata in pelle  è la scarpa migliore in un ambiente business. 

Evita assolutamente:

  • Le scarpe con plateau molto evidente;
  • I sandali e tutte le scarpe aperte. Nei periodi caldi potrai optare per un modello chanel, d’orsay o open toe;
  • Evita i tacchi vertiginosi. Il tacco giusto sarà massimo di 8 cm;
  • Lo stivale.

 

I Gioielli saranno minimal e possibilmente non rumorosi. 

Per trasferire la giusta autorevolezza ricorda che i capi dovranno avere il giusto Fit: giacche larghe, camicie con i bottoni tirati, pantaloni troppo aderenti ti daranno un aspetto sciatto e fuorviante. 

I capi dovranno essere sempre perfettamente stirati affinchè veicolino la tua eccellente gestione del tempo.

Dismessi i panni della consulente d’immagine che mi vede d’accordo con la richiesta di un abbigliamento adeguato al luogo, è triste constatare che in Italia, in particolare nel mondo della politica, tolte rarissime eccezioni, le donne  emergono e diventano protagoniste della scena solo per argomenti non inerenti alla loro attività lavorativa o per le loro competenze.

L’associazione tra donna e tutto ciò che concerne i suoi presunti doveri privati come la famiglia, figli, casa, take care, aspetto fisico è ancora prepotente e aberrante. 

Se si invocano le pari opportunità che lo si faccia per tutto.

Detto questo vi saluto con la famosa citazione di Chanel 

“ Vesti male e  noteranno il vestito, vesti impeccabilmente e ricorderanno la persona”

 

MOSTRA LA TUA UNICITA’: Come trovare il proprio tratto distintivo.

Tutti noi abbiamo delle unicità e delle particolarità fisiche e caratteriali che ci rendono diversi da tutti gli altri: un particolare colore della pelle, la forma del naso, un taglio di capelli, un viso con lineamenti molto marcati, una personalità romantica, esuberante, solare o introspettiva. Molto spesso queste caratteristiche le percepiamo come “difetti” da nascondere al punto che a volte, addirittura, sono all’origine della nostra insicurezza.

Io ne sono un esempio: da ragazza avrei voluto a tutti i costi un fisico minuto e delicato, femminile. Una di quelle donne minute che hai paura di romperle. Invece ero 1.73, due spalle da nuotatrice e un bacino stretto stretto: insomma una morfologia a cui aspirano gli  uomini. La mia morfologia non aiutava la mia timidezza: volevo essere invisibile, ma naturalmente non era possibile.

Ad oggi non ho ancora fatto completamente pace con le mie spalle ma ho imparato a valorizzarle e a giocarci a mio favore. Una corporatura come la mia è riconosciuta come autorevole e autoritaria e in un mondo dove ancora vigono pregiudizi di genere (specialmente in ambiente business) mi è stata veramente d’aiuto. 

Inoltre è anche grazie alle mie spalle che mi sono avvicinata inizialmente a quello che sarebbe diventato il mio lavoro, studiando per me stessa le prime tecniche di camouflage.

Avendo  uno stile molto femminile sia nell’abbigliamento che nell’acconciatura  (ho capelli chilometrici portati spesso intrecciati lateralmente) e nel make up (sobrio ed elegante) oggi risulto sia autorevole che femminile. Un altro mio tratto distintivo è la mia personalità solare e sorridente che ho voluto enfatizzare scegliendo come mio colore il giallo. C’è praticamente sempre una punta di giallo su di me.

Sfruttare le tue particolarità a tuo favore, non solo ti aiuterà ad accettarle ma ti permetterà di andarne fiera.

Quindi oggi sono una specie di Pocahontas con la treccia laterale vestita di giallo. (che detto così fa anche un po’ ridere)

Quindi cosa bisogna fare per riconoscere i propri tratti distintivi? 

Cos’hai di diverso dagli altri? 

Per cosa vuoi essere identificata?

Un tratto distintivo diventa tale quando viene perpetuato nel tempo. Non basterà vestire una volta di giallo, o utilizzare per una settimana quel determinato profumo  per farlo diventare il tuo tratto distintivo. Ciò che sceglierai ti dovrà accompagnare per molto molto tempo così da essere associato alla tua persona e poter parlare di te anche quando non ci sei. 

Un esempio di tratto distintivo è il carrè della Carrà, il maglioncino di Marchionne o di Jobs, i cappelli della regina Elisabetta…

Per scegliere il tuo tratto distintivo prova a rispondere alla domanda: cosa ho di diverso dalle altre persone? Che particolarità ha il mio corpo, il mio viso? 

Qual è il mio stile? Che colori amo?

Se non riesci a rispondere, ti consiglio di farti supportare in questo lavoro da una persona che ti conosce bene e che abbia allo stesso tempo la capacità di essere oggettiva con te, oppure da un’esperta del settore.

1- Punta sulle caratteristiche fisiche:

Hai un bel punto vita? Il tuo tratto distintivo potrebbero essere delle cinture particolari da portare in vita.

Hai la parte superiore del corpo (spalle, tronco, collo) sottile? Il tuo tratto distintivo potrebbero essere le maniche off shoulder oppure collane o orecchini vistosi e grandi.

Hai le spalle da nuotatrice e il bacino stretto? Puoi decidere di amplificare la tua unicità indossando capi con le spalline oppure essere la regina degli scolli profondissimi a V, delle righe verticali, delle collane con pendenti lunghissimi oppure ancora la ragazza dai pantaloni strabilianti.

Hai una silhouette morbida? Il tuo tratto distintivo puoi trovarlo nella scelta di  tessuti fluidi, borse plexi ,un profumo leggero e fresco.

Hai la parte superiore morbido ma due gambe da urlo? Beh le scarpe o i collant possono diventare il tuo tratto distintivo…calza modelli particolari, colorati e che parlano di te. Da non sottovalutare il gilet e le gonne corte.

Hai un corpo longilineo e magro? Potresti diventare la regina delle balze oppure delle stampe colorate e divertenti.

Lo stesso discorso vale per il viso. Accessori come occhiali, mollette, fasce, acconciature, possono diventare i tuoi tratti distintivi se utilizzati con costanza. Scegli quelli che più esaltano il tuo viso.

2- Punta sul tuo stile e personalità

Se sei una donna dallo stile romantico e femminile potrai optare per i pois, i fiocchi, la seta, le gonne ampie, le camicie dai colli arrotondati.

Se ami lo stile pratico puoi ricercare il tuo tratto distintivo nella scelta di snakers divertenti e fuori dal comune, la t-shirt e lo zainetto.

Sei una donna dallo stile seducente? Indossa sempre un po’ di pizzo…per non parlare dei tacchi vertiginosi o delle unghie laccate di rosso

Se sei una donna che ama lo stile classico le perle e un profumo storico come chanel 5 possono diventare un tuo must.

Se ami l’eleganza più di ogni altra cosa al mondo il blazer, un chignon o un gioiello di alta gamma saranno perfetti.

Creatività è il tuo secondo nome? Non puoi rinunciare a un colore di capelli fuori dal comune, occhiali strambi, abiti con tagli asimmetrici e non comuni.

Se sei una donna dallo stile grintoso, i dettagli in pelle, borchie, scarpe con il plateau saranno perfetti.

 

3-Punta sul colore

 

Tutte noi abbiamo dei colori che più amiamo indossare. In questi mesi sulla pagina facebook di Buongiorno Principessa sto analizzando l’origine, il significato, il messaggio e la “modalità d’uso” di quelli principali. Scegli quello che più ti rappresenta e mettine sempre un po’ nei tuoi outfit.

 

 

 

Come è andata? 

Se sei riuscita a trovare il tuo tratto distintivo sono proprio contenta.

Nel caso in cui tu non l’abbia ancora individuato, non ti arrendere. Non è un lavoro  semplice e ci vuole del tempo. Sono certa però che quando riuscirai a trovare il tuo vero tratto distintivo sentirai un piccolo morsetto allo stomaco e capirai all’istante che è quello giusto.

A presto

CHI E’ LA DRESSCODER?

Da più di 5 anni alla risposta che do alla domanda “ Tu di cosa ti occupi?” vedo che seguono sguardi persi nel vuoto, occhi pallati, sorrisi di circostanza e a volte anche risatine…per non parlare di esclamazioni infelici come “ Ah sì, come quei due della televisione che ti buttano via tutto il guardaroba”. C’è da fare un po’ di chiarezza.

La consulente d’immagine è una professionista che ha maturato una formazione specifica sia in termini tecnici che nel campo della comunicazione – verbale e non verbale – e che declina le proprie competenze anche attraverso il proprio senso estetico e gusto innato.

La consulente d’immagine è una specialista nella valorizzazione dell’immagine di una persona. 

Durante il primo appuntamento vengono effettuate 4 importantissime analisi: 

1 Analisi morfologica:  Per individuare i tuoi punti di forza da valorizzare con l’abbigliamento sarà necessario prendere diverse misure. L’analisi corporea è la base della consulenza d’immagine e viene studiata in modalità empirica e precisa. In questo caso ogni centimetro fa la differenza perché consente di individuare i tagli, le proporzioni, i tessuti, le fantasie  e i modelli dei capi che più esaltano la tua figura e quali tecniche di camouflage utilizzare per far sì che la cliente si possa sentire sicura della propria immagine mentre si sorride allo specchio. Questa misurazione deve essere effettuata di persona da un tecnico del settore. 

4 Analisi del viso: Il volto è la prima cosa che viene notata in una persona le cui proporzioni orizzontali e verticali, profilo ed eventuali asimmetrie, determinano la propria facial shape unica. Anche questa analisi ha bisogno di misurazioni precise ed accurate e devono necessariamente essere rilevate da un esperto di visagismo. Il risultato dell’analisi del viso ti permetterà di capire perfettamente quali siano le acconciature, il make up e  gli accessori (orecchini, collane, accessori per capelli, occhiali…) che più ti valorizzano. 

3 Analisi dei Colori: L’armocromia è una scienza che studia l’armonia dei colori e tiene conto di due fattori principali: la temperatura (caldo, freddo) e il valore (chiaro, scuro). Questa analisi ti permetterà di capire quali sono i tuoi colori speciali, ovvero quelli che esaltano e sono in armonia con il tuo incarnato. L’analisi avviene apponendo dei drappi di colore intorno al viso e con l’aiuto della consulente noterai che alcuni colori illumineranno il tuo viso creando quasi un effetto lifting naturale, mentre altri andranno a sottolineare dei piccoli difetti o creare ombre che potrebbero addirittura invecchiare o indurire il tuo aspetto. Quindi è un’analisi oggettiva e non guidata da impressioni soggettive della consulente.

Ci tengo a specificare che l’analisi armocromatica può essere eseguita di persona e ti invito a diffidare fortemente da chi propone consulenze on line. Non potrà mai darvi dei risultati professionali e veritieri, ma un parere soggettivo.

4 Analisi dello stile: Lo stile è il tuo personalissimo modo di concepire l’abbigliamento e la moda. Non è ciò che indossi, ma il modo in cui lo fai che determina il tuo stile. Optiamo per  un determinato outfit perchè vogliamo provare (consciamente o inconsciamente) delle sensazioni e delle emozioni. Si tratta del proprio modo di abbinare colori, modelli e accessori ed è la rappresentazione visiva della nostra identità e personalità. Questo si costruisce con gli anni e difficilmente è modificabile…ma sicuramente migliorabile.(Per capire ancora meglio cosa intendo con stile leggi il mio articolo cliccando qui). Da non confondere con il gusto che molto spesso ci porta ad acquistare un capo o un accessorio solo perchè “ è bello e ci piace” per poi non utilizzarlo mai. Capire e riconoscere il tuo stile ti permetterà di fare acquisti ponderati non dettati dalle mode o da influenze esterne. Un occhio allenato come quello di una consulente, con l’ausilio di uno specifico questionario, ti permetterà di capire con esattezza il tuo stile e come migliorarlo per sentirti realmente adatta e unica.

Una consulenza d’immagine professionale va fatta una sola volta nella vita (i tuoi colori, la forma del viso e del corpo non cambiano con il passare degli anni o con l’aumento o diminuzione di peso) e  ti darà tutti gli strumenti per essere indipendente nell’acquisto di capi valorizzanti e duraturi nel tempo.

La consulente d’immagine fa risparmiare tempo e denaro

Una mia docente una volta mi ha detto “ chi più spende meno spende”. Ed è verissimo non solo perché dopo aver capito ciò che ti valorizza e i colori che ti donano, farai degli acquisti giusti e a colpo sicuro da poter sfruttare nel tempo, ma anche perché, dopo una accurata selezione e organizzazione del guardaroba,  una consulente d’immagine creerà con i capi già in tuo possesso degli outfit perfetti per te andando ad riadattare o eliminare (alcune volte è necessario) quelli che non sono coerenti con il tuo stile, morfologia e armocromia. Riuscirai con lo stesso guardaroba ad avere dei look nuovi e valorizzanti, senza aver acquistato nulla di nuovo.

Quando la consulente d’immagine ha le competenze necessarie per essere una Personal Shopper, ti accompagnerà nell’acquisto dei capi e degli outfit adatti a te e all’occasione d’uso. Devi sapere che prima di una uscita di sano e appagante shopping la Personal Shopper ti  chiederà di stilare una shopping list con ciò che vuoi acquistare e, con la lista alla mano, si prepara facendo ricognizione nei giorni precedenti nei negozi in cui sa di trovare capi coerenti sia con il tuo stile sia con il tuo budget (qualsiasi esso sia) così da poter dirigere la cliente al giusto acquisto in pochissimo tempo.

In entrambi i casi il risparmio di tempo e di denaro è assicurato

La consulente d’immagine è una coach che attraverso l’abbigliamento ti aiuta a veicolare: comunicazione, identità, competenze e valore.

Un abbigliamento che parla realmente di te fa sì che l’immagine esterna coincida con quella interna. Nel momento in cui, volontariamente o non, indossiamo i panni di qualcun altro diamo al mondo un’immagine fuorviante di noi e, considerato che prima di conoscere una persona noi la vediamo, per risultare impattanti e veri  è importantissimo che le due immagini coincidano.

Il compito della consulente d’immagine è quello di individuare con la cliente il messaggio che si vuole trasmettere all’esterno e renderlo concreto attraverso l’utilizzo dell’abbigliamento “comunicativo”. L’abbigliamento infatti è un elemento della comunicazione non verbale che mette in comunicazione la parte più profonda di noi stessi con il nostro interlocutore,  inviando velocemente dei messaggi. Acconciature, modelli, tagli, tessuti colori, accessori…il modo di portare la borsa…ogni elemento ha un suo preciso significato che la mente inconsciamente decodifica. La consulente d’immagine ti aiuterà a decodificarli e a utilizzarli nella maniera più funzionale ai tuoi obiettivi. 

La consulente d’immagine è una Strategy Expert

Il tempo oggi è veramente denaro. Non conosco una persona che non vada sempre di fretta e in questo correre spesso si ritrovi a trascurare proprio se stessa e la propria immagine. Risultare poco curate comunica di noi una cattiva gestione del tempo che soprattutto in un ambiente lavorativo non è un buon messaggio da veicolare. Per di più uscire di casa sapendo di non essere adeguate influenza l’autostima e la sicurezza con conseguenze pericolosamente negative che possono  trascinarsi per tutta la giornata.  Avere delle strategie che ti permettano di avere sempre a portata di mano la risposta a “ Cosa mi metto oggi?” “  Cosa mi metto per veicolare professionalità e leadership oggi?” ti permetterà di essere tranquilla e soddisfatta della tua immagine riflessa.

Concludendo: quali sono i vantaggi che avrai decidendo di investire su di te contattando una consulente d’immagine professionista?

Smettendo di autoflagellarti per ciò che non sei o non hai, imparerai a riconoscere i tuoi punti di forza e a far pace con lo specchio utilizzando un abbigliamento valorizzante, che ti faccia sentire a tuo agio, sicura e  coerente con il tuo valore, comunicativamente corretto e coerente con l’occasione d’uso.  

Il mio obiettivo è quello di sapere che la mattina, dopo esserti preparata guardandoti allo specchio tu possa sorridere e sentirti soddisfatta e felice del tuo riflesso. Credo fortemente che una donna felice sia una donna più sicura. Una donna sicura raggiunge più velocemente i propri obiettivi e rende migliore questo mondo.

Abbi cura di splendere

DRESS CODE DELLE DONNE DI POTERE: Mara Carfagna

Come personaggio del mese ho scelto l’ex ministro delle pari opportunità (come già detto, soprattutto in Italia, questo è uno dei classici ruoli dato alle donne): Mara Carfagna.

Non tutti conoscono il suo passato e lei (e la schiera di consulenti d’immagine e esperti nel personal branding) è stata bravissima a farlo dimenticare a favore del suo presente. 

La Carfagna, laureata in giurisprudenza, dotata anche di un grande talento artistico, debutta in televisione nel 1997 partecipando a Miss Italia e conquistando il titolo di Miss Cinema forte del suo bellissimo viso e corpo statuario. Diventa così un volto noto del piccolo schermo come showgirl fino a posare come modella in foto anche in versione sexy per Maxim.

Fin qui tutto benissimo.

Nel 2004 la Carfagna decide di dare una svolta importante alla sua vita entrando nel movimento femminile di Forza Italia in Campania. Nel 2016 viene eletta Segretario della Commissione Affari Costituzionali alla Camera fino a diventare Ministro delle Pari Opportunità con il governo Berlusconi.

Come ha fatto Mara Carfagna a oscurare quasi completamente l’immagine di showgirl sexy che pure le è appartenuta? Sappiamo bene quanto sia difficile levarsi di dosso un’etichetta, figuriamoci quella di bomba sexy.

Eppure, se parlo della Carfagna, le prime associazioni mentali che vengono alla mente sono: Politica/Ministro, Berlusconi e Donna elegante.

Anzitutto l’ex Ministro intelligentemente  non ha mai rinnegato il suo passato. Sa bene che ciò che siamo oggi è comunque il frutto di ciò che siamo stati un tempo. E quando ci si esprime con trasparenza, e si vive con il sorriso la consapevolezza di ciò che si è e che si è stati in passato, veniamo percepiti come sinceri e trasparenti.

La bravura della Carfagna, e di chi l’ha seguita in questa trasformazione,  è stata principalmente quella di creare una nuova immagine di sé, completamente diversa dalla precedente, perfettamente coerente con il ruolo che ricopriva e con i messaggi che voleva veicolare.

Per una donna ( soprattutto se si ha un passato da showgirl) il Business dress code per essere impattante deve tassativamente comunicare:

-Competenza

-Autorevolezza

-Credibilità (soprattutto se si fa politica)

Chi ha lavorato con lei accompagnandola in questo processo pazzesco di cambiamento dalla testa ai piedi (proprio in senso letterale) lo sapeva benissimo e a parer mio ha fatto un lavoro eccezionale.

Vediamo insieme i cambiamenti e la loro comunicazione

Dalla lunga chioma fluente passa al sofisticato taglio corto. I capelli e le acconciature parlano tantissimo di chi siamo, sono la parte più vicina ai pensieri a cui, per cultura, associamo gli stati d’animo e alcune caratteristiche personali (nell’articolo di alcuni mesi fa ho approfondito l’argomento, e l’hai perso clicca qui)

Per tagliare (in tutti i sensi) i ponti con il passato l’entrata in politica è accompagnata da un netto taglio di capelli optando per un rassicurante  taglio corto (a volte quasi mascolino) e curato che denota una personalità sicura e forte. 

 

Abbandonate le scollature vertiginose e capi che lasciavano ben poco all’immaginazione, la Carfagna adotta uno stile classico ed estremamente curato composto da tailleur e abiti  di ottima qualità prediligendo i colori autorevoli (nero, blu e grigio).

A differenza di tante, la Carfagna, con i suoi outfit è riuscita a bilanciare perfettamente la sua femminilità e la sua professionalità – non cadendo nel binomio donna business=donna uomo – risultando autorevole, competente ed elegante.

Per scardinare l’immagine di showgirl, oltre a creare una nuova immagine estetica che fosse l’esatto opposto della precedente, la Carfagna cura in maniera quasi maniacale ogni dettaglio, con cui si aggiudica anche il soprannome di “ maestrina” sia dentro che fuori  il Parlamento ( la coerenza nello stile è imprescindibile), che le consente di comunicare una grande capacità di gestione del tempo e una personalità precisa e puntigliosa ( caratteristiche importanti da comunicare in politica).

Lo vediamo dalla scelta della calzatura: una decolletè classica con un tacco medio sempre tirata a lucido (sa bene che la scarpa con il plateau  rimanderebbe subito alla sua vecchia immagine). Indossa gioielli sobri e raffinati.

Predilige la borsa con la tracolla lunga da portare a spalla o sull’avambraccio. Pensate sia un caso? No: è tutto studiato.  Questo modello di borsa permette di avere sempre le mani libere così da connotare una personalità incline più all’agire che all’apparire sottolineando con fermezza la sua immagine di donna vincente.

Racconta divertita  in una intervista che ce l’ha messa proprio tutta per far dimenticare di essere “ Il ministro più bello del mondo”.

Da donna a donna Mara: ma perchè? Perchè una donna avvenente e bella deve nascondere la sua natura per apparire competente e autorevole? Come è possibile che il cervello sia ancora contrapposto alla bellezza e alla cura della propria immagine? Perchè le mie orecchie devono ancora ascoltare frasi come  “bella-elegante-glamour ma chissà quanto vale”.

Le carte l’ex ministro Carfagna ce le ha tutte al posto giusto…ma ancora una volta in Italia (a differenza che nella vicina Germania con la Merkel) alle donne, perseguitate dagli stereotipi di genere, vengono riservati ruoli,  trattamenti e capacità diversi rispetto agli uomini. 

Dover “de-femminilizzare” il proprio aspetto per poter essere trattate alla pari dei colleghi uomini, a parer mio è un concetto che nel 2019 allibisce e deprime.

Ah che pazienza!

BEACHWEAR NON TI TEMO! (se sai come sceglierlo)

E niente, questo è il periodo dell’anno che mette a dura prova la maggior parte delle donne. Ci spogliamo dei nostri abiti corazza per indossare il costume da bagno.

Se anche tu hai la convinzione che solo metri e metri di stoffa possano creare effetti ottici favolosi e valorizzare il tuo corpo… sbagli!!!

Il costume e il copricostume giusto ti faranno falcare le assolate spiagge a testa alta e con un sorriso smagliante.

Vediamo come fare!

SPALLE E BACINO PROPORZIONATI E VITINA DA VESPA: DONNA CLESSIDRA

Costume: non può mancare il completino Pin Up con culotte. Perfette le fantasie a righe verticali e orizzontali che seguono il tuo corpo sinuoso. Prediligi il reggiseno a triangolo con coppa rigida e bretelle doppie se hai un seno importante.

Copricostume: perfetto per te il modello wrap dress e tutti i modelli che sottolineano il tuo punto vita. Abbina una ciabattina con un piccolo tacco conico.

La Borsa da mare sarà di grandezza proporzionale alla grandezza del corpo.

FIANCO TORNITO E TORACE MINUTO:  DONNA TRIANGOLO

Costume: opta per il reggiseno a balconcino (anche imbottito) a fantasia, con balze, anche senza spalline, da abbinare ad uno slip a tinta unita e sgambato, con i laterali non troppo alti, dunque sottili, o meglio ancora trasparenti per non creare stacchi cromatici e focal point sul fianco.

Copricostume: svasato e dalla linea ad A, con decori nella parte del tronco con gonna fluida e lineare. Ricordati la cintina sul punto vita! Abbina una ciabattina semplice in  cuoio.

Prediligi lo zainetto alla classica borsa da mare

SPALLE DA NUOTATRICE E BACINO STRETTO:  DONNA TRIANGOLO INVERSO

Costume: il reggiseno monospalla o triangolo riproporzionerà le tue spalle. Abbinalo ad uno slip a vita bassa decorato o con volant. Nel costume intero, ricerca sempre gli scolli a V molto profondi.

Copricostume: pantaloncino e canotta da abbinare ad un gilet di rete lungo. Abbina una ciabattina dai colori sgargianti o con applicazioni.

La borsa da mare non dovrà poggiarsi sul tronco, ma sul fianco

ADDOME PRONUNCIATO E GAMBE SOTTILI: DONNA CERCHIO

Costume:  ottimo il costume intero con gli incroci o il nodino sull’addome. Il completino sarà composto da reggiseno  triangolo da allacciare dietro il collo e lo slip che non dovrà essere nè troppo sgambato nè a vita alta.

Copricostume: perfetti per te le tuniche e i caftani a patto che non superino in lunghezza il ginocchio. Abbina un sandalo con cinturino alla caviglia.

La borsa da spiaggia avrà i manici corti e va portata a mano lungo il corpo

MORBIDA OMOGENEA SENZA PUNTO VITA: DONNA OVALE

Costume: ti valorizza il costume intero con i drappeggi sull’addome. Perfetti gli scolli molto profondi con incroci che attirano l’attenzione sul decolletè. Il tankini è una valida alternativa (due pezzi composto da maglietta e slip) da abbinare ad uno slip con gonnellino.

Copricostume: opta per un fresco maxi dress fluido ma non informe con lo scollo profondo. Abbina una zeppa in sughero.

La borsa Plexi trasparente non appesantirà la tua immagine.

CORPO ANDROGINO E FILIFORME: DONNA RETTANGOLO

Costume: trikini, con fantasie curvilinee è il tuo must have. Il reggiseno dovrà essere rigido e imbottito o con volant sul seno. La mutandina non dovrà essere molto sgambata ma il più orizzontale possibile. Evita i costumi stile olimpionico. Molto bene il laccetto al fianco, la rouge laterale o la balza sul lato B. Le fantasie non dovranno essere geometriche ma tondeggianti o floreali.

Copricostume: dritto a colonna con il punto vita basso. Opta per le fantasie tondeggianti o floreali. Abbina una ciabattina delicata.

La borsa da mare sarà di piccole medie dimensioni. Perfette le borse tonde!

Quindi non mi resta che augurarvi di splendere fiere del vostro corpo anche sulle calde e assolate spiagge.

LA DIVISA AZIENDALE E’ REALMENTE UN SEGNO DISTINTIVO?

Motivo d’orgoglio per qualcuno, odio profondo per altri.

C’è chi decide autonomamente di indossarle facendo del proprio look una divisa (Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Sergio Marchionne) e chi è obbligato.

Che tu faccia parte del primo o del secondo gruppo, la divisa aziendale è il manifesto visivo di chi sei e cosa rappresenti in quel determinato ambiente in quel momento.

La divisa lavorativa ha un’importante funzione rappresentativa anche dei valori dell’azienda per cui presti i tuoi servizi. Proprio per questo motivo non esiste una divisa che abbia valenza universale in quanto ogni azienda è un mondo a sé.

Capire quale sia la giusta divisa non è semplice in quanto vanno considerati due fattori, uno esterno e uno interno:

Fattore esterno: cosa deve comunicare la divisa?

Una divisa coerente veicola:

  • Tipologia di servizi svolti all’interno dell’azienda
  • Valori, Mission e Vision
  • Mood Aziendale
  • Ruoli presenti
  • Target a cui l’azienda si rivolge
Progetto Divise Scuola Little Star Day Care

La divisa dovrà rispecchiare nel modello e nel colore i Valori e il Mood aziendale, trasmettere il valore del proprio lavoro, identificare i ruoli presenti, risultare decorosa e attrattiva per la fascia di mercato a cui l’azienda si rivolge ma anche (e soprattutto, aggiungerei) per chi dovrà indossarla tutti i giorni: fattore interno.

Se è vero che la divisa deve rappresentare perfettamente l’azienda è altrettanto valido che esprima al massimo anche le caratteristiche di chi la indossa: è fondamentale dunque che sia portata con piacere. Nessun tessuto, modello, brand, può equiparare il prestigio conferito dalla persona che lo indossa.

 

Come consulente d’immagine in questi anni ho aiutato diverse realtà aziendali apportando il mio contributo in due momenti:

  • Individuazione della giusta divisa aziendale, attraverso il coinvolgimento dell’intero team
  • Presentazione della divisa scelta dai vertici.
Progetto Divise per Orsini Odontoiatria

Per la buona riuscita del progetto divisa, (e chi ha lavorato con me lo sa bene) è fondamentale coinvolgere i soggetti interessati, ovvero le persone che dovranno quotidianamente indossare quell’outfit, tenendo conto, per quanto possibile, anche dei desideri, della fisicità e delle esigenze personali.

Coinvolgere i collaboratori significa in primo luogo luogo renderli partecipi dell’iniziativa e direttamente coinvolti nel progetto, ma soprattutto attivi nel processo creativo della divisa, garanzia del fatto che la indosseranno con piacere.

Nel caso in cui questo coinvolgimento attivo non sia possibile, mio caro datore di lavoro, ci sarà da fare uno sforzo in più. L’imposizione non viene mai accolta con entusiasmo e un cambiamento di questo tipo non sempre viene accolto positivamente.

Progetto Divise Scuola Little Star Day Care

Comprendere il perché e le motivazioni che hanno portato alla scelta di inserire una determinata divisa andrà a facilitare il processo di cambiamento.

Se la divisa viene percepita come obbligo non sarà valorizzata e non sarà valorizzante per la persona.

 

 

Diventerà fondamentale formare  il personale sull’importanza e la funzione della divisa come strumento di:

  • Appartenenza ad un gruppo: assimilando coloro che sono parte del gruppo e differenziandoli da chi si ritiene fuori,
  • Coesione: la somiglianza rappresenta uno dei criteri più forti di  attrazione e coesione di un gruppo;

Senza sottovalutare mai che l’abbigliamento è l’estensione del proprio corpo e sentirlo adatto e in linea con la propria persona è un grande deterrente. In virtù di questo la divisa dovrà essere adatta anche alla persona e al fisico.

Quindi nella presentazione di divise ideate dai vertici è bene prevedere un minimo di flessibilità concedendo alla persona che la indosserà la possibilità di  personalizzarla con dei piccoli accessori che non vadano comunque a stravolgere l’aspetto globale della divisa.

Una divisa  “sbagliata” e “fredda”  si nota subito e rischia di non far sentire a proprio agio il lavoratore. Una divisa che parla della persona renderà la sua accettazione più facile e naturale.

Questi momenti di cambiamento non possono essere improvvisati bensì pensati e strutturati anche con l’aiuto di un esperto nel settore.